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RID - Rivista Italiana Difesa 16-06-2016 Terminata la Ministeriale NATO data: a cura di:

Non poche le novità giunte nell'ultima giornata della ministeriale NATO, che è stata dedicata alla proiezione della stabilità verso Sud ed è stata integrata da una seduta della Commissione NATO-Ucraina. A comunicare i risultati delle riunioni conclusive è stato lo stesso Segretario Generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, annunciando l'espansione delle attività NATO di supporto alla lotta contro il Daesh, che non si limiteranno più alla Giordania, ma investiranno anche l'Iraq. La NATO avvierà inoltre gradualmente la trasformazione di ACTIVE ENDEAVOUR in una missione di sicurezza marittima, cosa che le permetterà di prendere parte al salvataggio dei profughi ed al contrasto del traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Questa trasformazione preparerà a sua volta l'ingresso di navi della NATO in Mediterraneo Centrale, ove saranno possibili cooperazioni con l'operazione europea SOPHIA. La collaborazione tra NATO ed Unione Europea dovrebbe aumentare e si lavora ad una dichiarazione congiunta a Varsavia. Sollecitato dai giornalisti sul futuro del Consiglio NATO-Russia, Stoltenberg ha affermato che le sue attività non sono mai state sospese e si sta preparando un incontro, che potrebbe aver luogo anche prima del Summit di Varsavia. "I russi" infatti "rispondono al telefono" e sono consultati, anche se le decisioni concernenti la Enhanced Forward Presence sono di fatto già state prese. Ma è importante che non ci siano fraintendimenti e sia evitata un'escalation. Costituisce motivo di preoccupazione il frequente svolgimento di esercitazioni improvvise, snap exercises, alle quali occorrerà adattare gli strumenti di diritto internazionale, in modo da consentire anche snap inspections. Sui lavori della Ministeriale è intervenuto anche il Segretario alla Difesa americana, Ashton Carter, che ha anticipato l'intenzione degli Stati Uniti di contribuire alla formazione dei 4 battaglioni che verranno rischierati nelle Repubbliche Baltiche ed in Polonia. Carter ha rivelato che analoga disponibilità è stata già offerta anche dalla Gran Bretagna e dalla Germania. Carter ha evidenziato l'importanza dell'accresciuto impegno che si profila per la NATO in Iraq, sottolineando come possa accelerare la campagna in atto contro il Daesh. I Paesi NATO potrebbero far molto nel mantenimento della sicurezza nelle zone sottratte al Califfato. Non si tratterebbe affatto di un compito secondario, bensì di una missione di importanza critica. Gli Stati Uniti sostengono inoltre la necessità – condivisa con gli altri Alleati - di prolungare il mandato di RESOLUTE SUPPORT, in Afghanistan, nazione che non si può immaginare di lasciare a se stessa. Anche il sostegno finanziario allo sviluppo delle forze di sicurezza del Governo di Kabul dovrà essere confermato almeno fino al 2020 e forse oltre. Per incoraggiarli e sostenerli, la Nato potrà facilitare le scelte di impegno militare degli Stati più piccoli, continuando a fornire gli enablers che occorreranno loro per operare in Afghanistan. Per quanto riguarda l'Ucraina, Kiev ha ottenuto rinnovato sostegno politico e la promessa di aiuti tecnici ed economici, ma nessun appoggio di carattere militare diretto. All'Ucraina è stato inoltre chiesto di intensificare la lotta alla corruzione e perfezionare la riforma delle sue Forze Armate, sulle quali dovrà essere stabilito un fermo controllo civile.


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