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RID - Rivista Italiana Difesa 01-04-2016 Tripoli: siamo alla svolta? data: a cura di:

Ieri scrivevamo su queste colonne che dalla situazione di caos a Tripoli emergeva una sola certezza: la Coalizione Alba Libica, che aveva sostenuto il Governo di Tripoli, non esisteva più. Infatti, oggi notizie dalla Libia riportano che sia il Primo Ministro Gwell che il Presidente del Parlamento di Tripoli Nuri Abu Sahmain avrebbero lasciato la capitale. Pertanto, Serraj potrebbe insediarsi forte di un accordo, di cui l'Italia con il Generale Paolo Serra e l'AISE sono stati i protagonisti, che ha portato dalla sua parte i Misuratini e Abdel Hakim Belhadj. Quest'ultimo è stato più volte incontrato da Kobler a Istanbul, ma avrebbe fatto anche una puntata a Roma per vedere presumibilmente esponenti dei servizi italiani. In queste condizioni, per l'amministrazione Gwell non c'erano prospettive considerato anche che la stessa Fratellanza Musulmana libica era in buona parte favorevole ad una transizione verso il nuovo Governo Serraj. Un altro punto a favore per il neo governo sostenuto dall'ONU è l'endorsment, giunto nella serata di ieri, da parte di Ibrahim Jadran, potente Capo della Petroleum Facilities Guards attive in Cirenaica e protettrici anche degli insediamenti dell'ENI in Tripolitania. Jadran, di fatto, prende le distanze dal Generale Haftar, di cui era alleato, ma con il quale i rapporti non sono mai stati idilliaci, indebolendo così il fronte di Tobruk e riposizionandosi nel campo di Tripoli. A questo punto, la situazione sembra farsi più chiara. A Tripoli c'è un nuovo Governo - sostenuto più o meno dalle stesse forze che reggevano Gwell, più Jadran - al quale si oppone da Tobruk il Generale Haftar. Tripoli continuerà ad essere appoggiato da Turchia e Qatar, e in parte dagli USA (che hanno una relazione privilegiata con la Fratellanza Musulmana...), e, soprattutto, dall'Italia che, in ragione dei propri interessi, localizzati per la gran parte in Tripolitania, sembra aver fatto una scelta di campo precisa (indicativa a tal proposito l'intervista all'ex AD di ENI Scaroni ieri sul Corriere della Sera), mentre al Generale Haftar resterà il sostegno di Egitto e Francia, e l'alleanza con Zintan. Alla fine i veri elementi di novità sono 2: il cambio di campo dell'Italia e quello di Jadran.


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