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Notizie a cura di RIDlogo RID
anteprima logo RID Intrighi afro-francesi

Una storia di barbe finte “private”, di mercenari coinvolti in trame africane, intrigo tra passato e presente. La Polizia francese ha annunciato l’arresto di 3 persone in Alta Savoia, Corsica e Orleans. Tra loro 2 sono ex appartenenti alla DGSE, la Direction générale de la sécurité extérieure, ossia il servizio segreto incaricato delle missioni all’estero. Il terzetto è sospettato di aver organizzato un piano – non attuato – per eliminare Ferdinand Mbaou, un oppositore congolese da tempo residente in Europa. I dettagli sono scarsi e l’inchiesta è protetta dal riserbo vista la delicatezza, tuttavia - secondo quanto emerso dall’incriminazione - è possibile che volessero usare dell’esplosivo.  La storia è solo in parte sorprendente: un anno fa erano apparse indiscrezioni, molto dettagliate, su un'imminente campagna contro esuli congolesi in Occidente e si indicavano possibili azioni in Belgio, Francia e Italia. Addirittura si parlava di azioni da parte di speciali team assistiti da ex spie ingaggiate dai responsabili della sicurezza di Brazzaville, uomini fedeli al Presidente Denis Sassou-Nguesso. Molti governi e regimi africani affiancano i loro apparati di sicurezza e repressione con consulenti stranieri. I Francesi hanno sempre dominato il mercato, ma devono vedersela con concorrenti piuttosto aggressivi. Gli Israeliani hanno una loro tradizione di legami-rapporti in alcuni Paesi, però ci sono anche Russi e Cinesi. Di solito sono consiglieri che si occupano di addestramento, protezione ravvicinata, contromisure, un impegno che tuttavia può estendersi – in alcune situazioni – a “missioni coperte”.

anteprima logo RID J-20 pronto per la produzione di serie

Dopo aver risolto i problemi che ne affliggevano l’apparato propulsivo Xian WS-15, il caccia stealth cinese J-20 sarebbe pronto alla produzione di massa entro la fine del 2018, rendendo meno difficile il raggiungimento dell’obiettivo di almeno 200 J-20 operativi entro il 2025. In particolare, in seguito ad una serie di test statici e di volo, sarebbero stati risolti i difetti riguardanti il surriscaldamento del materiale costitutivo delle palette delle ventole a velocità elevate. Con la sostituzione del cristallo di nickel con ventole composte da una superlega formata da nickel e renio, i problemi sembrerebbero risolti e ciò consentirà la produzione su larga scala dei motori WS-15. Questi ultimi, progettati e sviluppati per essere montati sui J-20, sono accreditati di una potenza di almeno 36.000 libbre senza post-combustione e dotati di spinta vettoriale e capacità “supercruise”. Ad oggi, gli esemplari attivi del J-20– una ventina scarsa tra prototipi e velivoli di preserie – sono equipaggiati ancora con i WS-10B da 30.200 libbre di spinta, versione cinese del russo Salyut AL-31FNS3/117S progettata per i J-10B, sprovvisti di spinta vettoriale e di capacità di supercrociera. Per quanto si parli di risoluzione dei problemi, restano dubbi su alcuni lievi difetti dei propulsori. Inoltre, resta da capire se l’industria cinese sarà in grado di confermare la stessa abilità avuta nella progettazione e nello sviluppo in laboratorio di un motore sofisticato come il WS-15 anche nella produzione di massa di motori affidabili.

anteprima logo RID 545 milioni per il CAMM ER

E’ giunto in Commissione Difesa della Camera – per acquisirne il relativo parere – il decreto di approvazione relativo allo sviluppo ed all'acquisizione del missile sup-aria a corto-medio raggio MBDA CAMM ER. Il programma ha un valore complessivo di 545 milioni di euro di cui 95 milioni per sviluppo, omologazione e integrazione – da completarsi nel 2021 – ed i restanti 450 milioni per l'acquisizione degli ordigni (il programma dovrebbe terminare nel 2032). Come noto l’ordigno, sviluppato da MBDA Italia, rimpiazzerà in seno ad Esercito ed Aeronautica i sistemi a base ASPIDE, ovvero, rispettivamente, SKYGUARD e SPADA. Il sistema ha suscitato di recente anche l’interesse della Marina Militare che, a seconda delle risultanze di uno studio di fattibilità attualmente in corso, potrebbe adottarlo sui PPA Light e sulle future EPC (European Patrol Corvette, nuova denominazione dei pattugliatori/fregate leggere PPX). Il programma ha delle concrete possibilità di export sia in ambito europeo (Spagna e Svizzera) sia extraeuropeo (Qatar), con un mercato potenziale complessivo solo nel breve periodo di ben 1 miliardo di euro. Ulteriori approfondimenti su RID 10/18.

anteprima logo RID Suv e pugnali minacciano la Cina

Un uomo a bordo di un Suv è piombato ieri a tutta velocità sulla folla nella piazza Binjiang, a Mishui, cittadina dello Hunan. Siamo nella Cina centrale. Il bilancio è di 11 morti ed una quarantina di feriti. Secondo le autorità l’assalitore – ora in arresto – è uscito dall’abitacolo per poi colpire i presenti con un pugnale. Quanto al movente la Polizia è ricorda ad una formula già usata più volte: “un atto contro la società”. Il killer, con precedenti per reati comuni, avrebbe agito per vendetta in seguito alle molte condanne avute. La notizia è rilevante per il numero di vittime, ma anche per il ripetersi di questi episodi. All’interno dei confini cinesi si sono verificate molte azioni con un modus operandi simile a quello poi adottato dallo Stato Islamico, ma anche dai stragisti americani, con la differenza che qui sono usati i coltelli. Già nel 2008, 2 elementi della minoranza musulmana degli uighuri furono protagonisti di un massacro travolgendo un gruppo di agenti con un camion e poi finendoli con armi da taglio. Teatro dell’eccidio la località di Kashgar. Altri casi sono seguiti. E’ evidente che Pechino ha 2 tipi di minaccia: la prima è puramente terroristica, alimentata dai separatisti; la seconda è rappresentata da elementi che agiscono per motivi personali. Frequenti pure le incursioni nelle scuole come negli Stati Uniti. In alcune situazioni – esattamente come avviene in Occidente – le 2 matrici si incrociano. Da qui la volontà delle autorità di “ridimensionare” il pericolo per non innescare fenomeni emulativi. Ma forse è troppo tardi.

anteprima logo RID La Turchia entra in scena a Idlib?

Dopo il mancato accordo nel vertice tripartito di Teheran sul destino della provincia di Idlib, la Turchia sembra aver intensificato le forniture di armi ai miliziani che resistono nell’ultima provincia ribelle siriana. In particolare, Ankara avrebbe incrementato negli ultimi giorni le forniture di sistemi anticarro e razzi campali pluritubo al Turkistan Islamic Party in Syria (TIP) ed a ciò che resta del Free Syrian Army, gruppi che, assieme ai qaedisti di Hayat Tahrir al-Sham, si apprestano a fronteggiare l’annunciata offensiva dei governativi. E proprio tra ieri ed oggi cittadine nel nord di Latakia sono state più volte colpite dai razzi lanciati dal miliziani ribelli. Nel frattempo, Assad sta continuando ad ammassare truppe nell’area e da giorni aerei russi e siriani colpiscono le postazioni ribelli a Idlib, mentre le potenze occidentali avvertono Damasco sulle conseguenze che potrebbe avere un nuovo raid “non convenzionale”. L’obbiettivo dei governativi è quanto meno mettere in sicurezza la città di Aleppo ed il nord della storica roccaforte governativa di Latakia, sempre sotto la minaccia, appunto, dei gruppi jihadisti e filo-turchi che operano ad Idlib. Uno scenario, questo, che coinvolgerebbe solo alcune parti della provincia ribelle e che potrebbe risultare accettabile anche per la Turchia, ma è chiaro che Ankara non sembra disposta ad uscire completamente da Idlib senza aver garanzie certe sulla propria presenza nel cantone di Afrin e nel triangolo di Azaz, fondamentale per contenere le spinte autonomistiche dei Curdi siriani. In assenza di queste garanzie, il pragmatico Erdogan non rinuncia a far valere il suo peso nell’ultima (forse) battaglia della lunga guerra civile siriana.

anteprima logo RID Taser: primi usi a Milano e Firenze

A pochi giorni dall'inizio della sperimentazione del Taser, dopo una prima ondata di commenti preoccupati e indignati da parte dei "soliti noti", si sono già avuti due impieghi favorevoli sul campo. A Milano, il 5 settembre in stazione Centrale una volante della Polizia di Stato è intervenuta per sedare una rissa, e la sola vista del Taser impugnato dal Capo-pattuglia, senza neppure dover "sparare," è bastata a far arrendere immediatamente i tre uomini che brandivano armi improprie. A Firenze la notte del 11 settembre i Carabinieri hanno dovuto utilizzare il Taser per immobilizzare un giovane di nazionalità turca che, completamente nudo ed in evidente stato di alterazione, aveva aggredito alcuni passanti. Quando si è avventato contro i militari è stato impiegato il Taser, evitando uno scontro fisico che avrebbe potuto rivelarsi pericoloso per l'uomo e per i militari. Il soggetto, denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, è stato poi ricoverato allo stesso reparto di psichiatria da cui era stato dimesso pochi giorni prima. L'accurata preparazione e l'addestramento, unitamente alle caratteristiche dell'arma, stanno evidentemente dando i loro primi frutti…

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