LEONARDO
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Argomento Selezionato: Geostrategia
anteprima logo RID Finita la battaglia di Aleppo

Stamattina i primi civili hanno iniziato a lasciare Aleppo Est. Dopo le incertezze di ieri, la tregua sembra dunque essere partita. Era stato l'Iran, pare, a mettersi di traverso all'accordo negoziato direttamente tra Putin ed Erdogan, accordo che prevedeva l'evacuazione sicura dei civili e dei ribelli rimasti negli ultimi 2-3 quartieri di Aleppo Est e la fine delle operazioni militari. Teheran, però, voleva che i 2 villaggi sciiti di Foua e Kefraya da tempo assediati nella provincia di Idlib, roccaforte di Jaish Al Fateh – la coalizione guidata dai qaedisti di Jabhat Fateh al-Sham (ex Al Nusra) e dai salafiti filo-sauditi di Ahrar al-Sham – venissero a loro volta evacuati. Alla fine un nuovo accordo pare essere stato trovato stanotte e, secondo fonti dei gruppi ribelli, le operazioni dureranno 2 o al massimo 3 giorni, salvo intoppi sempre dietro l'angolo in situazioni estremamente complesse e complicate come questa

anteprima logo RID La NATO torna in Iraq

Come anticipato da RID qualche settimana fa, la NATO torna in Iraq con una missione addestrativa dopo la conclusione della NTM-I (NATO Training Mission in Iraq) nel dicembre 2011. In seguito ad una richiesta del Governo iracheno avanzata ad inizio 2016, già nella primavera di quest'anno la NATO aveva varato una missione di addestramento in Giordania in favore delle forze irachene, con particolare attenzione al contrasto degli ordigni improvvisati (IED). Da aprile circa 350 militari iracheni - perlopiù istruttori - si sono addestrati nel contrasto agli IED secondo il classico approccio del "train-the-trainers"

anteprima logo RID Sirte liberata, ma Tripoli sprofonda nel caos

Le ultime sacche di resistenza dello Stato Islamico a Sirte sono state neutralizzate e la battaglia per la riconquista della città da parte delle milizie di Misurata può dirsi conclusa. Il prezzo pagato, però, è molto alto. Alcune stime parlano di 712 caduti tra i miliziani di Misurata e quasi 3.500 feriti. Per riprendere la città è stato fondamentale l'appoggio americano con l'Operazione ODYSSEY LIGHTNING, iniziata il 1° agosto, ed il supporto aereo dei Marines garantito prima dai velivoli HARRIER II dell'unità d'assalto anfibio WASP e poi dagli elicotteri d'attacco AH-1Z VIPER e AH-1W SUPER COBRA della LPD SAN ANTONIO. In totale, secondo i dati ufficiali forniti da AFRICOM (Africa Command), nell'ambito dell'Operazione ODYSSEY LIGHTNING, sono stati condotti 420 strike contro obbiettivi dello Stato Islamico nell'area di Sirte

anteprima logo RID I lealisti occupano il 40% di Aleppo Est

I lealisti stanno continuando la loro avanzata ad Aleppo. Negli ultimi giorni le forze fedeli al presidente Assad – unità dell'Esercito, le forze speciali delle Tigri, i paramilitari della Brigata Desert Hawks, i miliziani palestinesi di Liwa Al Quods e quelli iracheni di Al Nujba, supportati da elementi di Hezbollah e dai raid aerei dell'Aeronautica Siriana e di quella Russa – hanno occupato i distretti nella parte nordest della città di Handariyah e di Inzarat e tra ieri e stamani hanno quasi completamente preso il controllo del distretto di Al Sakhur. Questo ha costretto i miliziani di Jaish Al Fateh – la coalizione guidata da Jabhat Fateh al-Sham (ex Al Nusra) e dai salafiti filo-sauditi di Ahrar al-Sham – ad abbandonare diverse posizioni in quest'area per ri-raggrupparsi nella parte sudorientale della città e tentare una resistenza ad oltranza, mentre quasi 10.000 civili hanno lasciato in poche ore i quartieri orientali per rifugiarsi o nella parte occidentale controllata dal regime o nel bastione curdo di Sheikh Maksoud. In pratica, in poco meno di una settimana i lealisti hanno occupato oltre il 40% di Aleppo Est e tutta la parte nordorientale. La battaglia di Aleppo sembra, così, giunta ad una svolta. L'offensiva lealista ha sfruttato il fatto che negli ultimi 2 mesi molti uomini e mezzi del filo-turco Free Syrian Army sono stati ritirati dall'area di Aleppo per essere spostati nel settore settentrionale di Al Bab per appoggiare l'Operazione Scudo dell'Eufrate lanciata da Ankara per porre un "cuneo" tra i 2 cantoni curdi di Hasakah/Kobane e quello di Afrin ed impedirne la riunificazione ad opera dell'YPG. Questo ha indebolito di molto le forze ribelli che hanno visto calare di numero i propri organici e riequilibrare così il rapporto con i governativi. L'altro elemento sfruttato dai lealisti sono stati i massicci attacchi aerei russi contro le linee di comunicazione di Jaish Al Fateh tra Idlib ed Aleppo e lungo l'autostrada M5 attorno allo strategico villaggio di Khan Thouman, obbiettivo fondamentale per i lealisti e ancora saldamente in mano agli uomini di Al Nusra e Ahrar al-Sham. Attacchi in cui sono stati coinvolti i bombardieri tattici Su-34 e i caccia pesanti Su-33 della portaerei KUZNETSOV. Ulteriori approfondimenti su RID 1/17.

anteprima logo RID I lealisti avanzano ad Aleppo

I lealisti stanno continuando la loro avanzata ad Aleppo e sono molto vicini a tagliare in 2 le forze ribelli nella parte orientale della città. Negli ultimi giorni le forze fedeli al presidente Assad – unità dell'Esercito, le forze speciali delle Tigri, i paramilitari della Brigata Desert Hawks, i miliziani palestinesi di Liwa Al Quods, supportati da elementi di Hezbollah e dai raid aerei dell'Aeronautica Siriana e di quella Russa – hanno occupato i distretti nella parte nordest della città di Handariyah e di Inzarat e stanno avanzando nel cuore del distretto di Al Sakhur. Se anche quest'ultimo bastione di Jaish Al Fateh – la coalizione guidata da Jabhat Fateh al-Sham (ex Al Nusra) e dai salafiti filo-sauditi di Ahrar al-Sham – dovesse cadere nelle mani dei governativi, la parte orientale della città verrebbe completamente tagliata in 2 tronconi

anteprima logo RID Libia: ancora “tutti contro tutti”

La situazione in Libia continua ad essere complessa. Lo scorso 14 ottobre Tripoli è ripiombata nel caos quando si è verificato un tentativo di colpo di stato, effettuato dall’ex Premier del governo islamico Khalifa Ghwell, volto a rovesciare lo zoppicante Governo di Accordo Nazionale - GAN presieduto da Serraj. 

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