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Argomento Selezionato: Sicurezza
anteprima logo RID IDS sigla un accordo con Siemens PLM

Nel corso del convegno MEET 2017, IDS, Ingegneria dei Sistemi, ha annunciato la sottoscrizione di un accordo strategico con Siemens PLM Software, società specializzata nei software di progettazione. Siemens PLM Software è una business unit con circa 20.000 dipendenti della Divisione Siemens Digital Factory, che a sua volta fa parte della conglomerata Siemens (circa 350.000 dipendenti). Venendo più nel dettaglio all’accordo, esso riguarda l’inserimento della GALILEO Suite e delle soluzioni CAE elettromagnetiche sviluppate e realizzate da IDS nel “pacchetto” integrato di progettazione e simulazione Simcenter3D di Siemens PLM. Più in generale questa partnership prevede che Siemens possa beneficiare dell'esperienza e del know-how di IDS nel campo dell’elettromagnetismo applicato alle fasi di test e dell’engineering. IDS possiede infatti di grandi competenze nel campo dell’elettromagnetismo (in particolare delle alte frequenze) disponendo sia di capacità di progettazione e realizzazione di sistemi, sia di pacchetti software molto avanzati specifici per la progettazione, la simulazione ed il test. Per fare un paio di esempi pratici, i prossimi campi di applicazione di questo accordo strategico dovrebbero riguardare il mondo automobilistico (automotive) ed il cosiddetto “Internet of Things” (internet degli “oggetti”). Nel primo caso Siemens considera estremamente utili le competenze di IDS (e le sue suite software) nell’ambito delle attività di realizzazione delle automobili a guida autonoma (settore molto attuale e sul quale tutte le grandi case automobilistiche stanno investendo). Naturalmente la automobili in grado di “guidare” in modo autonomo saranno dotate di molti sensori elettronici (radar, telecamere, ecc..): fondamentale sarà quindi capire se e come tali apparati potranno funzionare ed interagire con quelli dei veicoli vicini senza disturbarsi (senza provocare interferenze pericolose). Per di più i prototipi dei veicoli dotati guida “automatica” non potranno essere testati su strada nel traffico (per ovvie ragioni di sicurezza) ma si renderanno necessarie campagne di simulazione quanto più possibile realistiche e accurate. In entrambi i campi, relativamente al mondo dell’elettronica delle alte frequenze, l’esperienza di IDS risulterà veramente fondamentale. Lo stesso discorso si può applicare al mondo dell’Internet of Things, cioè della messa in rete di molti oggetti di “uso comune”: anche in questo caso risulterà fondamentale nella loro progettazione conoscerne le caratteristiche elettromagnetiche (anche in dettaglio e per esempio relativamente al loro comportamento in caso di “interferenze”). Quindi, grazie a questo accordo, Siemens PLM potrà disporre di un pacchetto di progettazione e simulazione veramente completo in ogni suo aspetto (elemento fondamentale, poiché oggi si punta sempre più spesso a progettare in modo “multidisciplinare”, considerando contemporaneamente aspetti meccanici, elettronici, elettrici, fluodinamici, termici, ecc), mentre per IDS si apriranno mercati “civili” che prima le erano preclusi (poiché la società si era concentrata nell’ambito militare, nell’aerospazio e in poche nicchie civili).

anteprima logo RID L’attacco di Kabul e le ambiguità del Pakistan

L’attentato di oggi nel pieno centro di Kabul – che ha provocato oltre 90 morti ed è stato rivendicato dall'ISIS - riporta in primo piano la questione della sicurezza dell’Afghanistan, affrontata anche nell’ultimo vertice NATO di Bruxelles della scorsa settimana. In quell'occasione, i membri dell'Alleanza hanno deciso di incrementare di qualche migliaio di unità la presenza di truppe NATO nel Paese. Entro la fine di giugno si sapranno dettagli, numeri e, soprattutto, chi parteciperà. Scontato in questo senso un ulteriore impegno del nostro Paese. Certo, il fatto che l’Alleanza abbia deciso di rafforzare il proprio contingente indica che la situazione della sicurezza non è delle migliori. I Talebani nelle ultime 2 settimane hanno lanciato un’offensiva nel distretto di Shaw Wali Kot, nella provincia meridionale di Kandahar, dove hanno conquistato almeno 2 basi delle forze afghane e alcuni postazioni uccidendo decine di elementi governativi e catturandone altri, assieme ad alcuni mezzi e veicoli. Secondo un recente rapporto dello Special Inspector General for Afghanistan Reconstruction (SIGAR), i Talebani controllano o contestano il 40% dei distretti afghani. In particolare, i Talebani hanno una significativa influenza su una fascia di territorio che dalla provincia di Farah attraversa le provincie di Helmand (dove ai primi di aprile i Talebani controllavano 4 dei 18 distretti provinciali contendendo fortemente il controllo ai governativi in altri 5), Kandahar, Uruzgan, Zabul, fino alla provincia di Ghazni. L’obbiettivo dei Talebani è ottenere una posizione di forza sul terreno, rendendo la loro presenza praticamente endemica, per presentarsi poi ad un futuro tavolo negoziale con un consistente peso specifico. Forti anche di un supporto che il vicino Pakistan, in varie forme, non ha mai smesso di dare sia a loro che ad altri gruppi dell’insurrezione afghana come la famigerata Rete Haqqani. Del resto il Pakistan considera l’attuale Governo afghano – guidato dal “ticket” Ashraf Ghani-Abdullah Abdullah - espressione del mondo tajiko – il mondo di Massud e dell’Alleanza del Nord, tradizionalmente ostile ad Islamabad – e della diaspora pashtun rientrata in patria assieme agli Americani nel 2002, nonché degli interessi dell’”arci” nemico indiano. Insomma, il “grande gioco” di sempre, reso più complicato dal ruolo dell’ex Presidente Karzai che, perso il potere, manovra a tutto campo lavorando neanche troppo nell’ombra contro il Governo legittimo di Kabul ed il suo sforzo di consolidamento.

anteprima logo RID G7 Taormina: l'Italia si blinda

E' attualmente in discussione in Parlamento per essere convertito il Decreto Legge, varato dal Governo a fine aprile, che incrementa gli organici dell'Operazione STRADE SICURE ai fini della sicurezza del G7 di Taormina del 26-27 maggio. In particolare, il Decreto prevede l'aumento temporaneo, tra il 1° ed il 28 maggio, di 2.900 effettivi della consistenza della missione, pari in precedenza a 7.050 unità. Il grosso dei rinforzo previsti, 1.923 militari, viene assegnato dal Decreto alla vigilanza di siti e obiettivi sensibili a Taormina, mentre altri 432 uomini servono al rafforzamento dei dispositivi di vigilanza delle frontiere marittime e aeree della Sicilia e della Calabria, nonché di altre aree a rischio; i rimanenti 545 sono destinati alla protezione degli assetti militari di difesa dello spazio aereo e navale. Il costo di questo incremento di organici è di 5,360 milioni di euro, da attingersi al Fondo per le esigenze indifferibili istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze. Su RID 6/17 ulteriori approfondimenti.

anteprima logo RID Accordo preliminare Serraj Haftar

Ieri a Abu Dhabi si è svolto il tanto atteso, e più volte rimandato, incontro tra il Primo Ministro libico riconosciuto Serraj ed il Generale Haftar. Nessun comunicato è strato emesso dopo i colloqui, ma secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato raggiunto un accordo preliminare comprendente, tra l'altro, la riduzione del Consiglio Presidenziale a 3 membri, la classificazione di alcune organizzazioni come terroristiche, lo scioglimento delle milizie e il rifiuto dell'accordo sui migranti con Italia ed UE. In particolare, la parte più importante dell'accordo sarebbe quella riguardante il Consiglio Presidenziale che verrebbe formato da un Presidente, dal leader della Camera dei Rappresentanti di Tobruk e dal Comandante Generale delle Forze Armate libiche. A ciò bisogna aggiungere l'intesa per la cancellazione dell'Art.8 del Libyan Political Agreement di Skirat che garantiva al Presidente del Consiglio Presidenziale ampi poteri, a cominciare da quello di guida delle Forze Armate e di nomina del vertice del Servizio di Intelligence. In pratica, questa accordo preliminare farebbe proprie molte di quelle richieste da sempre formulate da Haftar. La prossima settimana dovrebbe esserci un nuovo incontro tra Serraj e Haftar al Cairo con la mediazione del Generale Al Sissi per trovare un'intesa definitiva, alla quale seguirebbero entro 6 mesi nuove elezioni.

anteprima logo RID Guerra civile in Tripolitania

Mentre il Generale Haftar si è ripreso i terminal petroliferi della Mezzaluna, scacciandone la BDB (Benghazi Defence Brigade) e le Guardie Petrolifere fedeli a Serraj – con l'aiuto determinante di Egiziani, Emiratini e contractors russi – a Tripoli e in altre parti della Tripolitania la situazione è ormai precipitata nel caos. A Tripoli, la settimana scorsa sono andati in scena una serie di blitz contro le forze fedeli all'ex Premier Khalifa Gwell, che hanno avuto la peggio, da parte delle milizie agli ordini dei signori della guerra Abdul Ghani Al-Kikli (detto Ghneiwa) e Haithem Al Tajouri

anteprima logo RID NATO vs Russia: torna la deterrenza

Tra le decisioni intraprese durante il vertice del Galles (2014), vi fu quella di istituire, nell’ambito del cosiddetto Readiness Action Plan (RAP), una nuova forza multinazionale come parte della NATO Response Force (NRF) che costituisse una “punta di diamante”: la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF). La VJTF, a distanza di circa 2 anni dal vertice, è diventata una realtà ed essa costituisce una “capacità operativa” che la NATO possiede e al tempo stesso rappresenta una forte leva di deterrenza.

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