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Argomento Selezionato: Mare
anteprima logo RID La DE GAULLE riprende servizio

Mentre con la Loi de Programmation Militaire 2019-2025, è stato avviato il percorso destinato ad affiancare e poi sostituire la portaerei francese DE GAULLE, “l’atomica” della Royale riprende servizio, in forma smagliante. Ai primi di novembre, infatti, l’unità è tornata in squadra, e il 14 ha accolto per un’intera giornata il Presidente Emmanuel Macron, imbarcatosi per presenziare al completamento della fase di test, prima del rientro in servizio attivo dell’ammiraglia francese, assistendo ad alcune missioni di volo e pernottando a bordo. Nelle prossime settimane la DE GAULLE sarà impegnata in attività addestrative, per essere pronta all’inizio del 2019 ad eventuali missioni operative, dopo l’ultimo ciclo di operazioni contro l’ISIL effettuato nell’autunno 2016 al largo delle coste siriane. Al rientro a Tolone, la nave aveva sbarcato reparti e velivoli, per entrare nel febbraio 2017 in bacino di carenaggio, e sottoporsi al MidLife Upgrade (MLU) gestito da Naval Group e costato 1,3 miliardi di euro. Si tratta di un turno di grandi lavori di mezza vita, che garantiscono all’unità, ovviamente supportandoli con ulteriori interventi futuri, altri 25 anni di vita (anche se fonti di stampa francesi parlano di un ritiro dal servizio nel 2038, quando la portaerei avrà 37 anni), aggiornando o sostituendo apparati e sensori. L’upgrade, progettato a partire dal 2012 e durato 18 mesi, ha infatti visto Naval Group, assieme a Technicatome, Thales e Safran, impegnata nella modernizzazione del sistema di combattimento SENIT-8, e nel rifacimento del Combat Information Center (CIC, con 25 nuove consolle). L’upgrade ha riguardato pure l’imbarco del radar di ricerca aerea SMART-S Mk-2 (multifunzione in 3D e banda S, che va a sostituire il DRBJ-11B con un miglioramento delle prestazioni del 20%), e del radar di navigazione SCANTER-6602 di Terma. Sono poi stati installati anche il nuovo sistema IRST Thales ARTEMIS, e sofisticati apparati optronici, destinati a migliorare le capacità di ingaggio contro missili antinave con profilo sea-skimming e barchini velocissimi. Rinnovata anche tutta la struttura aeronautica, dal 2016 incentrata su una linea combat di soli RAFALE, con modifiche agli spazi e al sistema di appontaggio. Infine, sono state effettuate le revisioni generali di tutti i sistemi e dello scafo, nonché ovviamente dei 2 reattori nucleari, con la sostituzione anche del combustibile atomico. Tra luglio e ottobre 2018 sono state svolte le prove di accettazione, che non hanno rivelato particolari problemi e che si sono concluse il 9 novembre.

anteprima logo RID Impostata la prima DOHA per il Qatar

Si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di impostazione della prima corvettona classe DOHA, commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale. Il taglio della chiglia della nave era avvenuto lo scorso 30 luglio. L'unità verrà consegnata nel 2021 e fa parte di un programma che come noto comprende la fornitura di 4 corvettone, 2 pattugliatori veloci d'assalto ed una LPD con capacità di difesa antiaerea e anti-balistica.

anteprima logo RID Russia e Ucraina di nuovo ai ferri corti

Nella notte tra il 25 e il 26 novembre, unità navali della Guardia Federale di Frontiera, dipartimento del  Servizio Federale di Sicurezza (FSB) russo, hanno sequestrato 3 navi della Marina Ucraina dopo un repentino scontro a fuoco nelle acque prospicenti lo stretto di Kerch, punto di passaggio tra il Mar Nero e il Mare di Azov.

anteprima logo RID Il Giappone rafforza la difesa antimissile

La Marina Giapponese prosegue il potenziamento delle capacità anti-missile balistico delle sue unità da difesa aerea tipo AEGIS. Tokyo ha infatti chiesto agli Stati Uniti il via libera (tramite FMS) all’acquisto di un primo lotto di 8 missili STANDARD SM-3 Block-IB, e 13 SM-3 Block IIA, oltre ai canister per moduli di lancio verticale Mk-21 e Mk-29, per un valore complessivo di 561 milioni di dollari. Una richiesta che fa seguito alla precedente, evasa sempre via FMS, per 4 SM-3 Block IIA e altrettanti canister Mk-29, da 133 milioni di dollari, avanzata a gennaio, mentre a settembre erano stati effettuati test di difesa anti-missile con gli SM-3 Block-IB Threat Upgrade (SM-3 Block-IB TU) imbarcati sull’ATAGO. I sistemi sono infatti compatibili con i 4 cacciatorpediniere da 10.000 t. classe KONGO, realizzati tra 1990 e 1998, e aggiornati nel 2007-2010, e i 2 caccia derivati classe ATAGO, in servizio dal 2007-2008, per i quali è già stato avviato un primo upgrade. Nel 2020-2021 entreranno quindi in servizio i 2 ATAGO Improved (27DDG), il cui capoclasse MAYA è stato varato lo scorso 30 luglio. Una volta ottenuto il via libera dal Congresso, il pacchetto verrà realizzato da Raytheon Missile Systems, nel sito di Tucson, per i missili, e da BAE Systems, a Minneapolis, per i canister, e includerà 5 anni di supporto tecnico. Da sottolineare che gli SM-3 Block IIA vengono realizzati assieme all’industria giapponese, con la Mitsubishi Heavy Industries che contribuisce, nell’ambito di un accordo intergovernativo del 2006, allo sviluppo dei motori del secondo e terzo stadio, e di un nuovo cono ultraleggero del missile. Come sottolineato dalla US Defense Security Cooperation Agency (DSCA) nel rapporto destinato al Congresso, questa fornitura “contribuirà alla politica estera e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, migliorando la sicurezza di un alleato chiave” in funzione della stabilità una maggiore capacità di difesa contro i missili balistici. Con un occhio non solo alla Corea del Nord, ma anche alla Cina.

anteprima logo RID India: attiva la triade nucleare

Da novembre, anche l’India dispone del “tridente nucleare”, composto dalle capacità missilistiche, di strike aereo, e – quella generalmente considerata più sofisticata, costosa ed efficace – basata su sottomarini lanciamissili. Lo SSBN realizzato localmente e completato nel 2016, ARIHANT, ha infatti effettuato il suo primo pattugliamento operativo di deterrenza strategica. In realtà, quella effettuata è stata ancora una missione a metà tra il rodaggio e l’addestramento, e la piena capacità operativa (FOC) non è stata ancora conseguita, nonostante l’enfasi posta dal Primo Ministro Narendra Modi nell’annunciarla, lo scorso 5 novembre. Il pattugliamento ha tuttavia permesso di testare la delicata catena di comando tra governo, Nuclear Command Authority (NCA), che dal 2003 gestisce le capacità nucleari indiane (raggiunte nel 1974, col test annunciato all’ora Premier Indira Gandhi con la frase in codice “Il Budda sorride”), e sottomarino. Il pattugliamento, conclusosi il 4 novembre, è durato 20 giorni, ed è avvenuto in un’area tenuta segreta, ma verosimilmente scelta per testare il dispiegamento in quelle zone che, ha sottolineato Modi, “rappresentano una risposta adeguata a coloro che praticano il ricatto nucleare”. Quindi, tra il Mare Arabico, che consente di tenere sotto tiro le basi nucleari pakistane, e il Mar Cinese Orientale, da dove creare una deterrenza nei confronti di Pechino. Per rendere davvero efficace la deterrenza subacquea, e la triade indiana, occorrerà tuttavia non solo raggiungere la FOC per lo ARIHANT, un battello da 6.000 t che trasporta 12 SLBM B-05/K-15 SAGARIKA da 750 km di gittata, ma attendere i ben più efficaci K-4, con gittata di 3.500 km, il cui sviluppo appare però molto travagliato, e gli altri battelli della classe, che al momento prevede la realizzazione di una seconda serie di 3 unità migliorate rispetto al prototipo. Il secondo battello, lo ARIGHAT, varato nel 2017, sta effettuando le prove in mare, e potrebbe essere consegnato nel 2019, mentre altri 2 risultano in costruzione. Una volta immessi in servizio, renderanno pienamente operativa la “triade”, poiché l’esperienza insegna che per garantire un pattugliamento strategico efficace e continuativo occorre disporre di un minimo di 4 SSBN: standard cui sono ancorate le capacità di deterrenza francese e inglese, e dal 2015 anche cinese.

anteprima logo RID Italia e Francia per le nuove corvettone EPC

Gli Stati Maggiori della Marina Militare italiana e della Marina Francese hanno avviato uno studio concettuale riguardante l’esigenza operativa comune per una nuova classe di corvettone, note al momento come EPC (European Patrol Corvette, ed in precedenza come PPX). Queste nuove unità, che andranno ad affiancare in seno alla Marine Nationale FREMM e FTI ed in seno alla MM FREMM e PPA (nella foto un design di Fincantieri di corvettona multiruolo), potranno beneficiare anche dei fondi europei. A tal proposito l’Italia ha già presentato il progetto nel quadro della PESCO che, come noto, richiede la partecipazione ad un programma di almeno 3 Paesi membri (dunque, oltre ad Italia e Francia, sarà necessario coinvolgere un ulteriore Paese dell’UE). Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, le prime indiscrezioni parlano di un dislocamento a pieno carico compreso tra le 3.000 e le 3.300 t, della presenza di un sistema missilistico di autodifesa con lanciatore verticale (per missili CAMM ER o MICA NG) e di una cortina sonar trainata. Al momento, non sembra essere previsto il sonar di scafo con la capacità di contrasto alla minaccia subacquea affidata, appunto, alla succitata cortina ed all’elicottero imbarcato.

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