LEONARDO
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anteprima logo RID Suv e pugnali minacciano la Cina

Un uomo a bordo di un Suv è piombato ieri a tutta velocità sulla folla nella piazza Binjiang, a Mishui, cittadina dello Hunan. Siamo nella Cina centrale. Il bilancio è di 11 morti ed una quarantina di feriti. Secondo le autorità l’assalitore – ora in arresto – è uscito dall’abitacolo per poi colpire i presenti con un pugnale. Quanto al movente la Polizia è ricorda ad una formula già usata più volte: “un atto contro la società”. Il killer, con precedenti per reati comuni, avrebbe agito per vendetta in seguito alle molte condanne avute. La notizia è rilevante per il numero di vittime, ma anche per il ripetersi di questi episodi. All’interno dei confini cinesi si sono verificate molte azioni con un modus operandi simile a quello poi adottato dallo Stato Islamico, ma anche dai stragisti americani, con la differenza che qui sono usati i coltelli. Già nel 2008, 2 elementi della minoranza musulmana degli uighuri furono protagonisti di un massacro travolgendo un gruppo di agenti con un camion e poi finendoli con armi da taglio. Teatro dell’eccidio la località di Kashgar. Altri casi sono seguiti. E’ evidente che Pechino ha 2 tipi di minaccia: la prima è puramente terroristica, alimentata dai separatisti; la seconda è rappresentata da elementi che agiscono per motivi personali. Frequenti pure le incursioni nelle scuole come negli Stati Uniti. In alcune situazioni – esattamente come avviene in Occidente – le 2 matrici si incrociano. Da qui la volontà delle autorità di “ridimensionare” il pericolo per non innescare fenomeni emulativi. Ma forse è troppo tardi.

anteprima logo RID La Turchia entra in scena a Idlib?

Dopo il mancato accordo nel vertice tripartito di Teheran sul destino della provincia di Idlib, la Turchia sembra aver intensificato le forniture di armi ai miliziani che resistono nell’ultima provincia ribelle siriana. In particolare, Ankara avrebbe incrementato negli ultimi giorni le forniture di sistemi anticarro e razzi campali pluritubo al Turkistan Islamic Party in Syria (TIP) ed a ciò che resta del Free Syrian Army, gruppi che, assieme ai qaedisti di Hayat Tahrir al-Sham, si apprestano a fronteggiare l’annunciata offensiva dei governativi. E proprio tra ieri ed oggi cittadine nel nord di Latakia sono state più volte colpite dai razzi lanciati dal miliziani ribelli. Nel frattempo, Assad sta continuando ad ammassare truppe nell’area e da giorni aerei russi e siriani colpiscono le postazioni ribelli a Idlib, mentre le potenze occidentali avvertono Damasco sulle conseguenze che potrebbe avere un nuovo raid “non convenzionale”. L’obbiettivo dei governativi è quanto meno mettere in sicurezza la città di Aleppo ed il nord della storica roccaforte governativa di Latakia, sempre sotto la minaccia, appunto, dei gruppi jihadisti e filo-turchi che operano ad Idlib. Uno scenario, questo, che coinvolgerebbe solo alcune parti della provincia ribelle e che potrebbe risultare accettabile anche per la Turchia, ma è chiaro che Ankara non sembra disposta ad uscire completamente da Idlib senza aver garanzie certe sulla propria presenza nel cantone di Afrin e nel triangolo di Azaz, fondamentale per contenere le spinte autonomistiche dei Curdi siriani. In assenza di queste garanzie, il pragmatico Erdogan non rinuncia a far valere il suo peso nell’ultima (forse) battaglia della lunga guerra civile siriana.

anteprima logo RID Taser: primi usi a Milano e Firenze

A pochi giorni dall'inizio della sperimentazione del Taser, dopo una prima ondata di commenti preoccupati e indignati da parte dei "soliti noti", si sono già avuti due impieghi favorevoli sul campo. A Milano, il 5 settembre in stazione Centrale una volante della Polizia di Stato è intervenuta per sedare una rissa, e la sola vista del Taser impugnato dal Capo-pattuglia, senza neppure dover "sparare," è bastata a far arrendere immediatamente i tre uomini che brandivano armi improprie. A Firenze la notte del 11 settembre i Carabinieri hanno dovuto utilizzare il Taser per immobilizzare un giovane di nazionalità turca che, completamente nudo ed in evidente stato di alterazione, aveva aggredito alcuni passanti. Quando si è avventato contro i militari è stato impiegato il Taser, evitando uno scontro fisico che avrebbe potuto rivelarsi pericoloso per l'uomo e per i militari. Il soggetto, denunciato per resistenza a pubblico ufficiale, è stato poi ricoverato allo stesso reparto di psichiatria da cui era stato dimesso pochi giorni prima. L'accurata preparazione e l'addestramento, unitamente alle caratteristiche dell'arma, stanno evidentemente dando i loro primi frutti…

anteprima logo RID Osservatori turchi alla VOSTOK

Dopo averlo anticipato ieri su queste colonne, oggi sono arrivate le prime conferme. Secondo la stampa turca, Ankara prenderà parte alla grande esercitazione russa VOSTOK 18 inviando degli osservatori. Dunque, niente truppe - del resto la Turchia è pesantemente impegnata nel quadrante siro-iracheno per il contrasto alle spinte autonomiste curde e per il contenimento della crescente influenza iraniana - ma, appunto, solo osservatori. Il segnale politico ci sarebbe però tutto, e sarebbe estremamente significativo, poichè giungerebbe nel pieno della crisi turco-americana dovuta alla scelta di Ankara di riavvicinarsi a Mosca e dotarsi del sistema missilistico sup-aria S-400. Scelta che ha portato alla risposta di Washington con il blocco dei trasferimenti di F-35 alla Turchia.

anteprima logo RID E-2D al Giappone: gli USA danno via libera

Il Dipartimento di Stato ha dato il via libera per la vendita al Giappone di 9 velivoli AEW&C E-2D Advanced Hawkeye (AHE). L’ordine ha un valore potenziale superiore ai 3 miliardi di euro. Nel pacchetto richiesto dal Governo nipponico rientrano anche (tra l’altro) 28 motori (18 da installare + 10 come parti di rispetto) Rolls Royce T56-A-427A, 12 terminali Multifunction Information Distribution System/Joint Tactical Radio System (MIDS/JTRS) terminals (9 installed and 3 spares), 10 radar di scoperta e tracciamento in banda UHF Lockheed Martin APY-9 Radars, ecc.

anteprima logo RID Anche la Turchia alla VOSTOK 18?

Il Ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar, di ritorno dal vertice di Teheran sulla Siria al quale ha partecipato anche il Presidente Erdogan, ha rivelato ai giornalisti di aver ricevuto l’invito dal Governo russo per una partecipazione alla grande esercitazione russa VOSTOK 2018, alla quale prende parte anche la Cina 8l’esercitazione è iniziata ieri nelle aree estremo-orientali della Russia e proseguirà, interessando la Russia europea fino al 17 settembre). L’invito è arrivato nel quadro degli incontri fra Russia, Turchia e Iran, incentrati sia sull’offensiva siriana su Idlib, sia sul ruolo che Russia ed USA ricoprono nel contesto regionale. Lo stesso Presidente Erdogan, impressionato dalle dimensioni delle esercitazioni congiunte fra Russia e Cina e dal loro impatto geopolitico, ha promesso una rapida decisione in proposito. Il Presidente turco, informato in persona dal Ministro Akar, è rimasto particolarmente colpito anche dalla recente esercitazione aeronavale russa in Mediterraneo e dalla singolare coincidenza delle aree di fuoco con i principali giacimenti di gas ivi situati. Anche la successione temporale delle 2 esercitazioni russe non è sfuggita ad Erdogan, che incontrando la stampa ha dichiarato come la questione delle risorse energetiche del Mediterraneo sia vitale per la Turchia, e come sia necessario comprendere anche gli impatti che lo scontro globale fra USA e Russia avrà sulla questione. Erdogan, che dimostra sempre molta attenzione alle sinergie con la Russia, ha espresso la propria preoccupazione per il ruolo USA (sempre più vicini a Grecia e Cipro) e per quello della Francia, che secondo il Presidente turco sta lavorando in accordo con Gerusalemme. Movimenti che isolerebbero la Turchia, minacciandone il ruolo strategico, indebolendone l’economia e la sicurezza energetica. Tali eventi vedrebbero nel costante avvicinamento della Turchia alla Russia un necessario contraltare a difesa degli interessi strategici turchi. La stampa turca ha dato ampio risalto alle parole di Akar ed Erdogan, sottolineando come la VOSTOK 2018 sia un chiaro segnale per gli USA in merito alle reali capacità militari ed intenzioni politiche di Mosca e Pechino. VOSTOK 2018, alla quale oltre alla Russia, partecipano pure la già citata Cina e la Mongolia, è la più grande esercitazione dai tempi della ZAPAD-81 di era sovietica. Tutti i distretti militari russi sono stati allertati ed oltre 300.000 militari russi prenderanno parte all’esercitazione in questione. Nel quadro dell’esercitazione sarà anche simulato un attacco nucleare con la partecipazione dello stesso Presidente Putin. Pechino prenderà parte alla VOSTOK con 3.900 militari, 30 velivoli e circa 900 mezzi dell’Esercito, inclusi MBT del tipo TYPE 99, 13 dei quali sono stati segnalati durante il transito via ferrovia verso la Siberia.

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