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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Op. Atalanta Nave Fasan addestra Marina gibutiana

La sosta a Gibuti dal 29 Settembre al 04 Ottobre della Fregata italiana classe FREMM Virginio Fasan, unità di bandiera delle forze aeronavali europee attualmente impegnate nel contrasto alla pirateria in Corno d’Africa, ha permesso all’equipaggio di Nave Fasan di condurre diverse attività addestrative a favore del personale della guardia costiera e della marina militare gibutiana.

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anteprima logo Stato Maggiore Difesa Mosul: alpini sulla diga

Nei giorni scorsi, presso la Diga di Mosul, si è conclusa una complessa attività di verifica dei lavori di ricostruzione di un ponte, condotta da una squadra di alpinismo della Task Force “Praesidium” a favore del personale del US Army Corps of Engineers (il Corpo ingegneri dell’Esercito statunitense).

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anteprima logo RID Ecco la prima base USA in Israele

Il 18 settembre gli Stati Uniti hanno ufficialmente comunicato la loro prima presenza fissa in territorio israeliano, la Site 883 Life Support Area. Una piccola cerimonia si è tenuta sulla base militare di Mashabim, nel deserto del Negev, che già ospita altri reparti dell’Israeli Air Defense Command (il comando della difesa aerea israeliana che gestisce la difesa missilistica). Il complesso statunitense comprende alcune palazzine destinate ad ospitare i militari dello U.S. European Command (EUCOM) che gestiscono il radar mobile antimissile AN/TPY-2, schierato nel Negev dal 2009. Sebbene si tratti di un sedime piccolo, in grado di accogliere tra i 40 e i 100 uomini, sia Israele che gli Stati Uniti hanno enfatizzato molto l’evento, il quale è il punto di arrivo di una serie di accordi stipulati con il Presidente Obama a partire 2008, e confermati nel tempo. Gli ufficiali israeliani hanno parlato di “base statunitense” in territorio israeliano, mentre gli Stati Uniti hanno cautamente precisato che si tratta di una “facility logistica” all’interno di una base israeliana. Poco cambia, in realtà, sul ruolo statunitense in Israele, specialmente da quando è stato schierato il radar. Infatti, sebbene almeno parte del contingente si stabilirà nei pressi del kibbuz di Mashabei Sadeh, la posizione reale del radar è poco chiara. Alcune fonti lo riportano presso la facility radio di Dimona, altre presso la base aerea di Ramon, altre ancora presso la base aerea di Nevatim o addirittura presso una postazione fissa dell’intelligence israeliana sul monte Keren. Più probabilmente, il sistema non ha una postazione unica e si sposta periodicamente proprio per non dare punti di riferimento. L’AN/TPY-2 è un radar mobile in banda X ad altissima risoluzione e lungo raggio. Il sistema è autocarrato e comprende una grande antenna rettangolare con superficie di oltre 9 m2 (contenente oltre 25.000 moduli), un centro comando, generatori di energia, modulo supporto tecnico e alcuni container logistici, cui si aggiungono i veicoli di una piccola scorta. Tutto è costruito per operare in condizioni climatiche estreme, incluso l’ambiente desertico. Il TPY-2 può operare in 2 modalità: “forward-based mode”, in funzione di sorveglianza e pre-allarme a livello regionale, e “terminal mode”, ovvero asservito al sistema anti-missile Terminal High Altitude Area Defense (THAAD), per intercettare i missili balistici nella fase terminale del rientro in atmosfera. L’AN/TPY-2 presente nel Negev è utilizzato in modalità forward-based, configurazione che permette di acquisire, tracciare, discriminare, classificare, identificare e calcolare la traiettoria di minacce balistiche di ogni natura (SRBM, MRBM, IRBM e LRBM) a partire dalla fase di lancio. In questa modalità, il raggio d’azione del radar supererebbe i 5.000 km contro i “soli” 1.000 km di quando utilizzato in “terminal mode”. La grande portata consentirebbe agli Stati Uniti di scoprire il lancio di un missile balistico 6-7 minuti prima dei radar GREEN PINE/SUPER GREEN PINE israeliani (accreditati di 500 e 8-900 km rispettivamente) che servono le batterie del sistema antimissile ARROW-2/3, raddoppiandone il preavviso – gli israeliani avrebbero 11-13 minuti per reagire invece di 5-6. Tuttavia, la gestione delle informazioni rimane esclusivamente statunitense. Il TPY-2 rappresenta uno dei nodi della BMD (Ballistic Missile Defense) americana, integrato grazie al Command and Control, Battle Management and Communications (C2BMC) della Missile Defense Agency (MDA). E’ probabile che le 2 vistose antenne fisse installate a sudovest del Negev Nuclear Research Center servano proprio ad assicurare (o facilitare) il collegamento diretto e continuo tra il TPY-2 e gli Stati Uniti. In caso di lancio, sarebbe quindi la catena di comando statunitense ad avvertire prontamente gli israeliani della minaccia in arrivo, migliorando ulteriormente la già impressionante reattività delle batterie ARROW-2/3 e DAVID’S SLING. In questo modo gli Statunitensi si garantiscono il diretto e completo flusso di informazioni, mentre gli Israeliani si assicurano che gli Stati Uniti siano coinvolti fin dalle prime fasi di un confronto militare di questo livello.

anteprima logo RID STX e la partita sul futuro della cantieristica

Alla fine, con un colpo da industria creativa, è uscito fuori un compromesso su STX che fino ad un mesetto fa era veramente difficile pronosticare. L'Italia ottiene il controllo operativo ed industriale di STX France/Chantiers de l'Atlantique, ma la Francia, con lo Stato e Naval Group (più industrie locali e dipendenti), mantiene la parità azionaria. Un impossibile reso possibile dal prestito azionario dell'1% da parte dello Stato francese a Fincantieri che, così, potrà di fatto controllare il cantiere e nominare AD e Presidente. La Francia avrà il diritto di veto sulle nomine e potrà, qualora Fincantieri non mantenga certi impegni in termini di livelli occupazionali e trasferimenti tecnologici, ritirare il prestito. A quel punto, però, Fincantieri si avvarrebbe del diritto di rivendere il 50% ai Francesi che così si ritroverebbe un'altra volta Chantiers de l'Atlantique tra le mani. L'accordo – dopo che Macron aveva stracciato il precedente siglato tra Italia e Francia con Hollande Presidente – permette di salvaguardare gli interessi francesi, e soprattutto la faccia francese, garantendo allo stesso tempo l'aspirazione italiana a controllare il cantiere, aspirazione legittimata dal fatto che Fincantieri aveva

anteprima logo RID Conclusa ZAPAD-17, un’esercitazione realistica

Dal 14 al 20 settembre si è svolta l’esercitazione ZAPAD 2017 tra le Forze Armate di Russia e Bielorussia. Oltre a costituire il classico esempio di esercitazione congiunta – assieme all’altro importante evento addestrativo SHCHIT SOYUZA - inserita nel framework di un accordo firmato tra i presidenti Lukashenko e Medvedev nel 2009 - questo tipo di esercitazione “copre” anche l’altro grande evento addestrativo delle Forze Armate del Cremlino che, annualmente, coinvolge uno dei 4 distretti militari russi (in attesa della prima grande esercitazione che coinvolga il 5°, relativo alla regione Artica). Lo scorso anno fu la volta di quello meridionale con la CAUCASUS 2016, preceduta da quello centrale (2015) e da quello orientale (VOSTOK 2014). Formalmente, la ZAPAD (Ovest in lingua russa) ha visto la partecipazione di 12.700 uomini – dei quali 7.200 bielorussi e 5.500 russi -

anteprima logo Stato Maggiore Difesa Afghanistan: conclusa la EAP

Oltre 130 advisor italiani inviati dal Train, Advise and Assist Command West (TAAC-W) su base Brigata Alpina Taurinense, hanno portato a termine la seconda fase di consulenza e assistenza avanzata ai comandi delle forze di sicurezza afghane (ANDSF) impegnati nella provincia di Farah.

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