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anteprima logo RID L’USAF mette a terra i bombardieri B-1B

Dallo scorso 7 giugno l’Air Force Global Strike Command (AFGSC) americano ha ordinato la “messa a terra” dell’intera flotta di bombardieri strategici B-1B LANCER, inclusi i velivoli attualmente impegnati nelle operazioni in Afghanistan e Siria e nell’esercitazione NATO BALTOPS (2 LANCER rischierati a Fairford, nel Regno Unito). Causa del “grounding” un non specificato problema nel sistema di eiezione dei seggiolini dei piloti, rilevato durante un’ispezione straordinaria successiva ad un incidente dello scorso 1° maggio, durante il quale un B-1 del 7° Bomb Wing di Dyess fu costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza all’Aeroporto di Midland, a causa dell’incendio a motore numero 3. Nell’immediata ispezione post-volo, si è chiaramente notata la mancanza del portello di sicurezza presente sopra la posizione di uno dei 2 ufficiali addetti ai sistemi d’arma (foto). Ciò indicherebbe un mancato corretto funzionamento della procedura d’espulsione del seggiolino ACES II e/o della sua propulsione a razzo STAPAC o, comunque, un distacco non voluto del portello nel caso in cui l’equipaggio non abbia avviato la suddetta procedura.

anteprima logo RID L’Ucraina valuta upgrade dei Su-24

Negli ultimi giorni di maggio, la Difesa ucraina ha reso noto un piano di ammodernamento per la “flotta” di 7 ricognitori Su-24MR FENCER-E ancora operativi. A tal proposito, una delegazione dell’Associazione Attachè militari provenienti da Kiev ha visitato lo stabilimento OAZ (Odeskyy Aviatsiynyy Zavod) di Odessa dove, durante la visita, è stata fornita una breve presentazione sul programma di upgrade dei FENCER-E. Il progetto, in realtà, risale allo scorso agosto, quando il primo Su-24MR venne trasferito ad Odessa dalla base di Bila Tserkva, velivolo oggi trasformato in dimostratore statico per il previsto upgrade (vedi foto). La presentazione, avvenuta lo scorso 25 maggio, rappresenta, tuttavia, la prima conferma ufficiale di un programma di upgrade che è ancora in attesa di essere approvato dall’Aeronautica Ucraina. Nello specifico, l’aggiornamento - i cui dettagli restano classificati - mira ad equipaggiare la flotta di FENCER con sistemi di navigazione e comunicazione di produzione ucraina ICAO e “NATO compatibili” – tra cui trasponder A-511/30, flight data recorder BUR-4, sistema di navigazione combinato VOR/ILS KURS-93M-V e satellitare SN-3307 GPS/GLONASS compatibile - che gli consentano di operare da strutture militari civili e/o basi militari occidentali, nonché di sistemi che possano incrementare sensibilmente le capacità di detezione (nuovo sistema radar laterale SLAR (Side-Looking Airborne Radar) al posto dell’originario SHTYK) e di scambio di dati in tempo reale dei velivoli. Quest’ultima capacità verrà implementata grazie alla presenza di un sistema dedicato – montato su autocarro - per la ricezione ed il trattamento dei dati raccolti dalle apparecchiature di ricognizione presenti a bordo dei Su-24MR che verranno trasferiti al sistema presente sul mezzo ruotato in tempo reale via radio-link. L’integrazione di quest’ultimo a bordo dei FENCER ucraini, in sostituzione delle obsolete apparecchiature di trasmissione di origine sovietica attualmente montate sui velivoli, sarà uno dei principali interventi previsti dall’ammodernamento. Oltre ai 7 Su-24MR FENCER-E, l’Ucraina dispone di 13 cacciabombardieri Su-24M FENCER-D appartenenti, come i ricognitori, alla 7ª Brigata di stanza a Starokostyantyniv.

anteprima logo RID F-35: Raytheon per il nuovo DAS

Lockheed Martin ha selezionato Raytheon per fornire il DAS (Distributed Aperture System) di nuova generazione per equipaggiare i caccia multiruolo F-35 a partire dal lotto di produzione n.15. Il DAS, che fino al lotto di produzione n.14 continuerà ad essere prodotto da Northrop Grumman, si basa su 6 camere conformali alla superficie del velivolo che garantiscono una situational awareness a 360° e che catturano un’immagine “video sferica” proiettatile in real time direttamente sul display integrato nel casco del pilota. Tutti gli approfondimenti su RID 8/18.

anteprima logo RID La FOLGORE nella SABER STRIKE

Si è conclusa nei giorni scorsi in Germania, in Lettonia e in Polonia una delle fasi più delicate e articolate dell’esercitazione SABER STRIKE 2018 che ha visto operare le Forze Armate italiane a fianco dei militari alleati di diverse nazioni  con i Paracadutisti della Brigata FOLGORE ed assetti aerei della 46ª Brigata Aerea dell’ Aeronautica Militare. In tale contesto, una “Coalition of the Willings” ha affrontato un nemico “ibrido” in uno scenario improntato al massimo realismo. L’esercitazione ha avuto come scopo quello di consolidare le capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità e nazioni al fine di rafforzare, di integrare l’interoperabilità e di standardizzare l’applicazione delle procedure delle unità che costituiscono l’”Airborne Community” chiamata a rispondere ad una situazione di crisi internazionale. Da un punto di vista operativo, la FOLGORE ha messo in campo una cinquantina di uomini, sotto il diretto comando e controllo tattico della 82ª Divisione e del 173° Infantry Brigade Combat Team (Airborne) dell’US Army. In particolare, in Lettonia, un plotone di Esploratori Paracadutisti del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore è stato impiegato nel ruolo di Long Range Surveillance alle dirette dipendenze del Comandante della 82ª Airborne Division statunitense. Un ruolo che nella fattispecie è stato declinato in 2 attività specifiche. La prima, riguardava la ricognizione di AII (Aree Informative d’Interesse) per ricercare attività e presenze nemiche e riportarle eventualmente al comando divisionale, in particolare alla cellula G2 (Intelligence). In pratica, si è trattato di un’attività ISTAR a tutti gli effetti. Il secondo filone, invece, riguardava un tipo di attività esplorante vera e propria per la “target acquisition” delle zone di lancio e la conduzione di pattuglie guida. Queste ultime hanno il compito di effettuare il rilevamento delle aree di lancio valutando condizioni meteo, velocità del vento, presenza di ostacoli e del nemico, comunicandole ai comandi con gli apparati per le trasmissioni radio e satellitari al seguito. L’obbiettivo degli Esploratori era infiltrarsi in maniera preventiva, mediante aviolancio con tecnica di caduta libera, per individuare e verificare la percorribilità dell’impiego di zone lancio e zone d’atterraggio. L’obbiettivo è stato conseguito ed in meno di una giornata gli Esploratori hanno garantito l’immissione di una forza più consistente – composta dai Posti Comando della 82ª Divisione e del 173° IBCT, più 2 battaglioni come pedine di manovra - che ha realizzato una Joint Forcible Entry in ambiente semi-permissivo, ossia un’operazione avioportata a supporto dell’entrata in teatro di successivi scaglioni di forze più pesanti. Come noto, i Paracadutisti Esploratori sono inquadrati con un plotone in tutte le unità della Brigata FOLGORE di livello battaglione e gruppo squadroni e sono specializzati e qualificati per operare in tutti gli ambienti naturali e negli scenari operativi moderni, inclusi quelli asimmetrici. Di pari passo, in coordinamento con la manovra svolta in Lettonia, un ulteriore plotone di fucilieri paracadutisti della 15ª Compagnia “Diavoli Neri”, con una squadra di genieri dell’8° Reggimento genio guastatori FOLGORE, ha operato in Polonia con una compagnia statunitense effettuando più attività tattiche di aviolancio e avioassalto. In quest’ultimo caso, si è trattato di occupare postazioni a terra per il tramite di aviolancio. Durante l’esercitazione, svoltasi dal 5 giugno al 14 giugno, si sono susseguite diverse attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire di equipaggiamenti le truppe dispiegate sul terreno. In queste fasi è intervenuto anche un C-130J dell’AM, velivolo per il trasporto tattico adatto ad atterrare su piste particolarmente corte e  non asfaltate. Oltre a militari italiani, la SABER STRIKE ha visto il coinvolgimento di militari di Portogallo, USA, Spagna, Polonia, Regno Unito e anche di Israele. In particolare quest’ultimo Paese ha messo a disposizione un plotone paracadutisti inserito nel 173° IBCT e che ha partecipato ad un Air Field Seizure dell'aeroporto di Miroslawiec in Polonia.

anteprima logo RID Eurosatory: ecco l’IFV LYNX KF41

Come spesso accade la seconda giornata di salone coincide con il suo vero inizio. L'area della fiera è finalmente apparsa veramente affollata nonostante le forti piogge (che hanno causato allagamenti) e lo sciopero delle ferrovie francesi (che ha provocato problemi anche alla linea RER che collega il centro fieristico con l'Aeroporto Charles de Gaulle e con il centro città). Le novità di martedì 12 giugno sono state molto numerose. Tra le anteprime più significative segnaliamo la presentazione ufficiale del nuovo LYNX KF41 (nella foto) da parte di Rheinmetall, presentazione che conferma ancora una volta il ritorno in auge del cingolo, e numerose nuove iniziative intraprese dall'Esercito Francese. L'Armée de Terre, infatti, non si è limitata al battesimo ufficiale del VBMR Legére SERVAL (foto), ma sta pensando pure ad un nuovo mezzo da ricognizione, denominato VBAE, ad un nuovo veicolo portamortaio (MEPAC) ad un nuovo mezzo del genio (MAC) e all'introduzione di numerosi modelli di UGV. Si tratta di programmi ancora agli albori ma che vengono portati avanti dell'Armée de Terre con notevole risolutezza. L'Esercito vorrebbe infatti completare i requisiti operativi a tempo di record per “iniziare a ragionare” con l'industria quanto prima. D'altronde, escludendo il VBCI, la flotta di veicoli blindati e corazzati ha un'età media molto elevata... Ulteriori approfondimenti su RID 8/2018.

anteprima logo RID Consegnato il 300° F-35

Lockheed Martin ha cosnegnato il 300° F-35. Si tratta di un esemplare per l’USAF destinato alla base di Hill, nello Utah. I primi 300 F-35 includono 197 F-35A a decollo e atterraggio convenzionale (CTOL), 75 F-35B a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL) e 28 F-35C, la variante per portaerei (CV), consegnati sia agli Stati Uniti che a clienti internazionali. Oltre 620 piloti e 5.600 addetti alla manutenzione hanno già ricevuto una formazione specifica e la flotta di F-35 ha raggiunto e superato le 140.000 ore di volo complessive. Il costo dell’F-35A è sceso del 60% rispetto al primo contratto ed il tempo-lavoro necessario per ogni velivolo si è ridotto del 75% negli ultimi 5 anni, mentre il tempo di produzione è diminuito del 20% circa dal 2015. Nel 2017 sono stati consegnati 66 velivoli e per il 2018 l’obiettivo è consegnarne 91.