LEONARDO
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Argomento Selezionato: Difesa
anteprima logo Stato Maggiore Difesa Concluso il BWASC in favore delle Forze irachene

Gli istruttori della missione Prima Parthica hanno concluso il corso Basic Wide Area Security Course (WAS) a favore delle Forze di Sicurezza irachene della Regione Autonoma del Kurdistan.

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anteprima logo RID Il budget della Difesa giapponese

Lo scorso 22 dicembre, il Governo giapponese ha approvato il budget per la Difesa 2018, documento che include un quantitativo record di stanziamenti - pari a 46,5 miliardi di dollari (5,19 triliardi di yen), corrispondente al 5% dell’intero budget nazionale (875 miliardi di dollari) – con un incremento dell’1,3% rispetto al budget del 2017.

anteprima logo RID Leonardo vince in Europa con OCEAN 2020

Leonardo si è aggiudicata il più importante progetto del primo bando di gara previsto dalla Preparatory Action on Defence Research (PADR) che anticipa l’European Defence Research Program (EDRP), le 2 iniziative che costituiscono la “finestra” ricerca dell’European Defence Fund (EDF). La PADR ha una durata triennale – 2017-2020 – e prevede uno stanziamento complessivo di 90 milioni di euro. Leonardo ha vinto con una proposta denominata OCEAN 2020 alla testa di un team di 15 Paesi europei con 42 partner, compresi i Ministeri della Difesa di Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Lituania e il supporto dei Ministeri della Difesa di Svezia, Francia, Regno Unito, Estonia e Olanda. Tra i partner industriali vanno menzionati tra gli altri Indra, Safran, Saab, MBDA, PGZ/CTM, Hensoldt, Intracom-IDE, Fincantieri e QinetiQ. Si tratta di una notizia di straordinaria importanza e valenza strategica perchè si tratta del primo e più “pesante” (in termini finanziari e operativi) progetto di ricerca militare dell’EDF e di un progetto che vede Leonardo coordinare altre importanti aziende europee della Difesa e ministeri della Difesa di diversi Paesi. Il progetto, inoltre, è strategico perchè consentirà di mettere a punto e rodare procedure e meccanismi in vista dell’avvio dell’EDPR, previsto nel 2020, che garantirà uno stanziamento di ben 500 milioni annui per la ricerca militare pura. OCEAN 2020 prevede di integrare piattaforme unmanned di diverso tipo (ala fissa, ala rotante, superficie e subacquee) con il CMS delle unità navali, prevedendo lo scambio dati via satellite con centri di comando e controllo a terra. Nell’ambito del progetto sarà anche dimostrato l’impiego congiunto e cooperativo di piattaforme con e senza pilota. Tali capacità innovative saranno impiegate per missioni di sorveglianza e interdizione marittima. La prima dimostrazione, pianificata nel 2019 in Mediterraneo, sarà coordinata dalla Marina Militare Italiana, e vedrà gli elicotteri senza pilota di Leonardo, AWHERO e SOLO, operare da unità navali italiane e cooperare con i sistemi di altri partner europei. La seconda dimostrazione, pianificata nel 2020 nel Baltico, sarà coordinata dalla Marina Militare svedese. Su RID 2/2018 sarà disponibile un ampio approfondimento sull'argomento.

anteprima logo RID La missione in Niger

 La missione in Niger, che verrà dispiegata nel Paese del Sahel nelle prossime settimane, avrà il compito di addestrare le Forze Armate e di Polizia nigerine e supportarle nel controllo e monitoraggio di un'area strategica al confine con la Libia, fondamentale per i flussi migratori ed i traffici diretti verso l’Europa e l’Italia. Nel dettaglio si tratta di una missione sotto mandato ONU (anche se tecnicamente non sarà una missione ONU tipo UNIFIL in Libano), richiesta dal Governo del Niger, che vedrà l'Italia operare a fianco di Stati Unti, Francia, Germania, e 5 Paesi africani tra cui Mali, Mauritania, Ciad, Burkina Faso e pure lo stesso Niger. In pratica, i nostri militari lavoreranno in coordinamento con gli uomini dell’Operazione francese BARKHANE, attiva da tempo in tutto il Sahel, e con le forze americane presenti nella regione, nonchè con le controparti nigerine. La missione, pertanto, si caratterizza come impegno a tutela dell'interesse nazionale in uno scacchiere, quello del Mediterraneo Allargato, che è vitale per la sicurezza dell'Italia e che il Libro Bianco identifica come area d'intervento prioritario dello strumento militare del nostro Paese. Come affermato anche dal Ministro della Difesa Pinotti in un'intervista a Repubblica, la missione sarà composta da un numero massimo di 470 militari ed oltre 100 veicoli e si schiererà sul terreno in 3 fasi con una prima aliquota di 30 unità, poi 120 ed il totale entro la fine dell'anno. Lo Stato Maggiore della Difesa non ha ancora fornito ulteriori dettagli circa la composizione e la configurazione del contingente che, ricordiamo, andrà ad operare in un'area molto impegnativa sotto il profilo della sicurezza dove sono attive cellule della locale branca dello Stato Islamico, gruppi legati ad AQMI (Al Qaeda nel Maghreb Islamico) e bande criminali di ogni genere, e dove solo 2 mesi fa in una battaglia con miliziani jihadisti sono stati uccisi 4 Berretti Verdi americani. Non è noto neppure dove verrà dispiegato il contingente. Al momento sono state condotte da personale italiano alcune ricognizioni nell’area, ma un’opzione potrebbe essere quella di un utilizzo congiunto della base franco-nigerina di Madama, nei pressi del confine con la Libia. Un paio di aerei da trasporto dovrebbero assicurare i collegamenti, ma è lecito attendersi anche il dispiegamento di una componente elicotteristica, quanto mai necessaria in un contesto molto complicato da un punto di vista logistico ed orografico. A Madama è da tempo attivo un contingente francese basato su un distaccamento blindato francese, forze speciali, più, ovviamente, tutti i necessari elementi logistici, del genio e di supporto. La base è servita da una pista capace di far atterrare e decollare velivoli cargo e da pad per elicotteri. Parallelamente al nuovo impegno militare in Niger, l'Italia alleggerirà nel 2018 la propria presenza in Afghanistan e dimezzerà quella in Iraq, dove il numero dei nostri militari scenderà dagli attuali 1.500 a 700-800, che continueranno il training per le FA e le Forze di Polizia irachene, come conseguenza della sconfitta dello Stato Islamico.

anteprima logo RID Il Comando Operazioni Cibernetiche

Come spesso accade, l’evoluzione porta con sé grandi vantaggi, ma anche alcune vulnerabilità. L’era dei computer, che ormai sono presenti sotto diverse forme in quasi tutti gli apparati che usiamo nella vita quotidiana, se da un lato ci ha reso molte cose più facili e veloci, dall’altro ha inserito un elemento di grande vulnerabilità: siamo infatti tutti consci di quanto sia facile, per chi lo sa fare, entrare nei nostri computer e appropriarsi dei nostri dati o anche, cosa ancor peggiore, assumere il controllo dei nostri apparati. Questo tipo di aggressione, nota come cyber attacco, definizione ormai universalmente accettata, è in grado di mettere in crisi l’intero globo terracqueo se portata a livelli universali. Da qui la necessità per gli Stati e per le istituzioni chiave di mettere in atto strategie difensive per annullare o mitigare gli effetti di questo tipo di azioni. Fra le istituzioni chiave rientra ovviamente la Difesa. Per capire quale sia la situazione italiana sotto l’aspetto della cyber difesa, e più in particolare per comprendere ciò che sta facendo la Difesa, ci siamo recati presso il neo-costituito Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC), dove abbiamo potuto incontrare il Gen.B.A. Francesco Vestito, Comandante del nuovo ente. L’ambiente cyber non ha frontiere definite, quindi la componente militare della difesa in questo settore si integra con un’architettura a livello nazionale. “La dottrina nazionale fu espressa pochi anni fa, nel 2013, nel cosiddetto Piano Nazionale (la copertina del documento nella foto in basso) messo a punto a seguito del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 gennaio 2013 intitolato "Indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale", noto anche come Decreto Monti”, spiega il Gen. Vestito.

anteprima logo RID Il Generale Salvatore Farina nuovo Capo di SME

Il Consiglio dei Ministri ha nominato il Generale Salvatore Farina, attuale Comandante del Joint Forces Command NATO di Brunssum, uno dei 2 Comandi operativi della NATO assieme al “gemello” JFC di Napoli, nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano. Il Generale Farina, che assumerà l’incarico a partire da febbraio, vanta un curriculum di altissimo profilo con una grande esperienza internazionale ed una profonda conoscenza di settori strategici quali la pianificazione e la politica di difesa. Il Generale, infatti, è stato, tra l’altro, Comandante dell’Operazione NATO JOINT ENTERPRISE in Kosovo, Addetto Militare a Londra, Presidente del Comitato per l’Implementazione del Libro Bianco per la Difesa, Capo Dipartimento Trasformazione Terrestre dell’Esercito, nonché Capo del III Reparto - Politica Militare e Pianificazione - dello Stato Maggiore della Difesa. Tutti incarichi che hanno permesso al Generale Farina di rivestire un ruolo fondamentale nel processo di revisione dello Strumento militare Italiano. Dal marzo 2016, è stato infine nominato Comandante del JFC di Brunssum.