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anteprima logo RID NATO: tornano gli euromissili?

Parte oggi a Bruxelles la Ministeriale della Difesa NATO. I temi più importanti in agenda sono 3. Prima di tutto l’obbiettivo del 2% sul PIL da destinare alla Difesa. Nella conferenza stampa di presentazione di ieri, il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha parlato apertamente di “nuovo senso di urgenza” per conseguire questo obbiettivo con “piani nazionali credibili”. Certamente, per l’Italia questa è una prova del nove viste le voci sempre più insistenti di tagli significativi al Bilancio ordinario della Difesa; voci peraltro sostanziate da quanto già accaduto con il programma CAMM ER (su cui però nelle ultime ore paiono aprirsi nuovi spiragli accompagnati da ipotesi di ripresentazione del decreto...). A seguire, si parlerà di difesa e deterrenza, in particolare del nuovo missile da crociera russo a lungo raggio lanciabile da terra Novator 9M729 (SSC-8), la cui esistenza è stata di recente ammessa anche da Mosca. Il missile violerebbe il Trattato sul disarmo INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) – che elimina tutti i missili balistici e da crociera lanciabili da terra con una portata compresa tra 500 km ed i 5.500 km – tanto che la questione, dopo alcuni anni di scambi di accuse a livello bilaterale tra Mosca e Washington (che ha già avviato gli studi e le ricerche per realizzare un contraltare), è “scalata” pubblicamente a livello NATO. Nella succitata conferenza stampa, Stoltenberg ha parlato di Trattato INF “in pericolo” e di Alleati concordi nel ritenere la “Russia in violazione del Trattato”. Infine, tra le altre cose, si parlerà anche di cooperazione NATO-Georgia e di cooperazione nel Mar Nero.

anteprima logo RID Cina: vola nuovo aereo d’attacco leggero

Il primo esemplare di serie del nuovo velivolo d'attacco leggero biposto cinese FTC-2000G ha effettuato il volo inaugurale. L’aereo, sviluppato dalla Guizhou Aviation Industry Corporation (GAIC), sussidiaria del conglomerato AVIC ( Aviation Industry Corporation of China), costituisce una versione per l’esportazione dell’addestratore/LCA JL-9 in servizio con l’Aeronautica e l'Aviazione Navale cinese. L’FTC-2000G va sul mercato su quella fascia “bassa” attualmente occupata da MiG-21 , J-7/F-5 ed F-5, in concorrenza con TA/FA-50, M-346FA, ecc. Ulteriori dettagli su RID 11/18.

anteprima logo RID Nuova versione export per l’elicottero cinese Z-10

Stando ad alcune immagini apparse sul web nel corso degli ultimi giorni, la Cina avrebbe apportato alcune modifiche all’elicottero d’attacco di concezione nazionale CAIC Z-10, in vista di una sua potenziale esportazione. Nelle immagini di quello che rappresenterebbe il volo del primo prototipo, l’elicottero appare in verniciatura “desert camo” e con la scritta “Z10ME001” ben evidenziata sui fianchi posteriori della fusoliera. La versione ME rappresenterebbe una variante migliorata dello Z-10 in dotazione all’Esercito Cinese, equipaggiata con un nuovo motore turboalbero Wozhou-16 (WZ-16) in grado di garantire 1.200 kw di potenza rispetto ai 935 kw erogati dall’attuale WZ-9. Altri cambiamenti riguarderebbero i sistemi di protezione, sia dal punto di vista avionico, che di blindatura (in particolare si parla di un irrobustimento dell’intera sezione anteriore, dalla torretta alle prese d’aria, anch’esse ridisegnate) e una maggior carico pagante trasportabile (fino a 16 missili aria-sup/anticarro/aria-aria HJ-10, rispetto agli attuali 8 previsti dalla configurazione standard), ciò anche grazie all’incremento della potenza del motore. Dal punto di vista commerciale, lo Z-10 potrebbe suscitare un moderato interesse da parte di alcune nazioni africane, mediorientali (Iran) ed asiatiche (Malesia e Thailandia), mentre il Pakistan, che per 18 mesi ha avuto la possibilità di testare 3 esemplari di Z-10, ha preferito virare sui T129 ATAK nonostante i costi maggiori dell’elicottero turco. Ulteriori dettagli su RID 11/18.

anteprima logo RID Le Forze Armate della Nigeria

La Nigeria, uno dei giganti dell’Africa subsahariana, ha conosciuto una lunga era di regimi militari, al potere tra il 1966 e il 1999, con una breve parentesi nel 1979-1983 e non pochi scoppi di violenza. A diversi colpi di stato, riusciti e non, vanno aggiunti la guerra etnica contro gli Igbo, nuovi scontri etnici negli anni ’80 e ’90, e le prime violenze di matrice religiosa dopo il ritorno alla democrazia, che tra il 1999 e il 2006 hanno provocato 50.000 morti e 80.000 profughi. Un impegno militare sul fronte interno, che non ha escluso limitati conflitti con il Camerun, per la Penisola di Bakassi (con pesanti scontri armati nel 1981 e tra il 1991 e il 1999), e con il Ciad per il controllo di alcune posizioni sull’omologo lago, a cavallo tra anni ’70 e ’80. Senza contare che sin dal 1960 le Forze Armate nigeriane sono intervenute in missioni di pace e stabilizzazione in Congo (dal 1960 al 1964), Liberia, Sierra Leone e Somalia; ma anche nella ex Jugoslavia e in Asia: e spesso in missioni che hanno visto un massiccio impiego di mezzi pesanti, aerei e navi, con un coinvolgimento pieno nei conflitti liberiano, somalo e sierraleonese. Più recentemente, mentre proseguivano le missioni all’estero (Liberia, Somalia, Sudan/Darfur), la situazione interna è decisamente peggiorata. Ai rinnovati sussulti nella strategica regione petrolifera del Delta del Niger (dove sin dai primi anni ’90 sono attivi diversi gruppi antigovernativi dai nomi altisonanti: tra gli ultimi nati, nel 2016, gli Avengers del Delta, e i Niger Delta Greenland Justice Mandate), agli scontri tra tribù di agricoltori e pastori in varie zone del Paese, e a un ritorno di fiamma secessionista nel Biafra, dove dall’agosto 2015 si contano alcune centinaia di vittime in scontri e violenze, si è soprattutto aggiunta, dal 2009, la gravissima guerra jihadista scatenata dal movimento islamista Boko Haram (vedi RID 3/2014).

anteprima logo RID Goriziane: 70 anni al servizio delle FA

Nata come altre aziende per assicurare la manutenzione dei mezzi militari al nord-est, l’azienda di Villesse è sopravvissuta al “dividendo della pace” e oggi, con un’organizzazione diversificata, si propone come punto di riferimento in Italia e in Europa per diverse primarie aziende straniere. La meccanizzazione dell’Esercito Italiano ebbe origine nel corso della Prima Guerra Mondiale, quando i primi autocarri vennero impiegati per trasportare equipaggiamenti e munizioni. I primi passi erano stati compiuti all’inizio del 1900, mentre il primo impiego operativo avvenne fuori dal territorio nazionale, a Tripoli, nel 1910. Fu tuttavia nel 1915 che gli autocarri e le prime trattrici d’artiglieria intervennero sui vari fronti. Si dovette attendere il maggio 1916 perché, davanti alla necessità di rinforzare il fronte della 1ª Armata sugli altipiani di Folgaria, Lavarone e Asiago, fosse autorizzato il trasporto di personale sugli autocarri. Non a caso il 22 maggio si celebra la festa dell'Arma Trasporti e Materiali.

anteprima logo RID Boeing vince la gara T-X

Come ampiamente previsto, Boeing, in partnership con Saab, si è aggiudicata la gara dell'USAF per il nuovo addestratore T-X. Secondo il comunicato ufficiale, all'azienda è stato assegnato un contratto del valore di 9,2 miliardi di dollari a copertura della fornitura di 351 velivoli e 46 simulatori. Grazie a questa commessa, Beoing potrà restare sul mercato dei caccia da combattimento, a garanzia del mantenimento di una solida base industriale negli Stati Uniti in vista del futuro programma per il caccia di sesta generazione di USAF e US Navy.