Argomento Selezionato: Terrorismo
anteprima Parigi di nuovo sotto attacco 21-04-2017

Il terrore è tornato a colpire nuovamente Parigi a 3 giorni da elezioni presidenziali decisive per la Francia e per l'Europa. L'allerta era altissima dopo che giorni fa a Marsiglia erano stati arrestati 2 sospetti accusati di voler preparare un attentato. Questa volta, invece, non è stato possibile sventare l'attacco anche se la reazione della Polizia è stata immediata ed efficace ed ha portato alla neutralizzazione dell'attentatore che aveva fatto per primo fuoco con un AK-47 Kalashnikov contro una pattuglia sugli Champs Elysees uccidendo un poliziotto e ferendone altri 2. ISIS ha quasi immediatamente rivendicato l'azione. Evidentemente, l'organizzazione voleva mettere il proprio cappello sull'attacco a 3 giorni dal voto presidenziale per interferire nel normale processo democratico. Questo è quanto avvenne del resto anche con le stragi di Atocha a Madrid l'11 marzo 2004 con Al Qaeda che riuscì ad influenzare pesantemente l'esito elettorale che segnò la vittoria dei Socialisti di Zapatero e che ebbe come immediata conseguenza il richiamo del contingente di Madrid dall'Iraq, mettendo fine drasticamente alla politica seguita fino a quel momento dal Governo Aznar. ISIS probabilmente si sta prefiggendo lo stesso obbiettivo. Ma la Francia è il cliente sbagliato. Parigi, in quasi 4 anni di attacchi terroristici sul proprio territorio, non ha ceduto di un millimetro nella lotta al terrorismo e non ha in nessun modo modificato la sua politica e la sua azione sul piano internazionale. Per 2 ragioni molto semplici. La prima è che la Francia è una grande potenza, dunque un attore che oltre ad avere un'immagine di sè sulla scena internazionale diversa da quella degli altri è naturalmente portato alla proiezione ed alla difesa dei propri interessi mediante l'uso della forza. Oggi Parigi continua ad essere uno dei Paesi più attivi della coalizione che combatte l’ISIS ed a mantenere una presenza militare molto ampia e robusta in Mali ed in tutto il Sahel per combattere i gruppi jihadisti locali legati ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Operazione BARKHANE con 3.000 soldati, droni, aerei da combattimento ecc.). La seconda è che la Francia è...la Francia, ovvero un Paese con una fortissima identità nazionale ed un fortissimo senso dello stato e delle istituzioni e che, nelle situazioni anche più drammatiche, è capace di compattarsi attorno alla bandiera ed ai valori repubblicani. Per cui se ISIS pensa di accreditarsi di fronte a Parigi come un interlocutore politico ha commesso un errore di calcolo. Parecchio grosso.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Attacco a Londra update 23-03-2017

A 24 ore dall’attentato di Westminster cominciano ad emergere alcuni elementi. Il primo in ordine cronologico è stata la rivendicazione dell’attentato da parte di Daesh che questa mattina, tramite il proprio canale media ufficiale Amaq, ha definito l’attentatore, di cui ancora non si conosceva il nome, “un soldato del Califfato”, seguendo il copione utilizzato in occasione di altri attentati (Nizza e Berlino), ma non fornendo alcun dettaglio sulla formazione o sull’eventuale supporto all’assalitore per la preparazione dell’attacco.

a cura di Andrea Mottola
anteprima Attacco a Londra 23-03-2017

Dopo 12 anni – e ad un anno esatto dalle stragi di Bruxelles – il terrorismo torna a colpire il Regno Unito e lo fa attaccando Westminster, il cuore politico della democrazia più antica del mondo. Ancora una volta si è trattato di un attacco a bassa sofisticazione (ABS, Attacco a Bassa Sofisticazione) secondo una modalità che mette insieme tecniche impiegate già a Berlino ed a Nizza – mezzo lanciato a tutta velocità contro la folla inerme – con il corpo a corpo all'arma bianca con operatori della sicurezza come avvenuto più volte negli ultimi 3 anni in Francia. Il tutto condotto da un assalitore – di cui ancora non si conosce l'identità – che agisce come un cane sciolto presumibilmente su ispirazione della centrale terroristica internazionale rappresentata dallo Stato Islamico che oggi ha poi rivendicato l'attacco attraverso l'agenzia Amaq. In molti, del resto, si attendevano un colpo di coda dell'organizzazione di Al Baghdadi ormai al collasso sia in Siria, con Raqqa sotto assedio, sia in Iraq, dove la Mosul in cui nel 2014 fu dichiarato il Califfato è prossima alla caduta.

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Chi ha colpito l'America? 19-09-2016

Iniziano a filtrare i primi elementi che sembrano accreditare la pista terroristica per le bombe di New York e del New Jersey. Le autorità hanno catturato dopo una sparatoria un Afghano, Ahmad Khan Rahami, mentre si parla ormai apertamente di terrorismo con legami internazionali ed altre 5 persone sono state fermate. Al momento non è giunta tuttavia nessuna rivendicazione, a differenza di quanto accaduto, invece, per l'attacco a colpi di coltello condotto da Dahir Adan nel centro commerciale di St. Cloud, Minnesota, rivendicato prontamente da Amaq, il "megafono" dello Stato Islamico

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Attacco all'Europa 26-07-2016

Gli ultimi episodi di terrorismo, dalla Francia, alla Germania, dimostrano un fatto estremamente chiaro: l'Europa è sotto attacco. L'ultimo obbiettivo, con quanto accaduto a Saint-Etienne-du Rouvray, è la Chiesa cattolica, uno dei pilastri dell'idea stessa d'Europa. In questo IS ha compiuto un salto in avanti significativo rispetto ad Al Qaeda, tradizionalmente più prudente sul versante dello scontro con la Chiesa

a cura di Pietro Batacchi
anteprima Il terrorismo diventa post-ideologico 22-07-2016

Se c'è una cosa che lo Stato Islamico ha dimostrato in questi anni è di sapersi adattare ad ogni tipo di contesto, politico-strategico e militare. In tal senso lo Stato Islamico sembra costituire un'organizzazione assolutamente de-ideologizzata capace di ospitare tra i suoi ranghi tanto jihadisti di lunga data ceceni quanto ex saddamiti o ex gheddafiani o, ancora, soggetti marginalizzati delle periferie europee, per finire alla nuova frontiera degli “psichiatrici”

a cura di Pietro Batacchi
  1 2 3