LEONARDO
RID Articoli Mese
Argomento Selezionato: Geopolitica
anteprima logo RID Le minacce di Trump e il burden sharing

Secondo alcune agenzie di stampa, il Presidente Trump avrebbe minacciato di far uscire gli USA dalla NATO se gli alleati non spendono di più per la Difesa. Fonti NATO hanno smentito pur confermando i toni duri di Trump durante la seconda giornata del Summit NATO. Da giorni, del resto, il Presidente americano si scaglia contro gli alleati, accusati di "free riding", e, soprattutto, contro la Germania, sentita come un pericoloso concorrente commerciale da ridimensionare. Al di là della conferma o meno della minaccia di Trump, l'atteggiamento del Presidente ci sembra controproducente e potrebbe innescare, da un lato, fenomeni sempre più spinti di aggregazione militare in Europa e, dall'altro, incentivare gli stati revisionisti a cambiare le architetture di sicurezza in altri scacchieri regionali.

anteprima logo RID Quale sicurezza per Balcani e Mediterraneo centro-orientale?

Con la recente rielezione del Presidente turco Recep Tayyip Erdo?an, coronata dalla maggioranza assoluta in parlamento ottenuta dalla coalizione di riferimento fra i Partiti AKP e MHP dell’ultranazionalista Devlet Bahceli, si rafforzano i timori di instabilità nel bacino del Mediterraneo centro orientale e della penisola balcanica, da sempre una delle aree di riferimento per la sicurezza e lo sviluppo italiano.

anteprima logo RID NATO: nuove minacce globali e futuro

Venerdì 15 giugno si è svolto alla Camera dei Deputati il seminario “NATO versus the new global threats”, organizzato dalla NATO Foundation in collaborazione con il Balkan Trust for Democracy, e con il supporto della Delegazione italiana all’Assemblea Parlamentare della NATO.

anteprima logo RID Diplomazia della violenza e stile Trump

Il tanto atteso incontro c'è stato. Stanotte, ore 03:00 italiane, il Presidente americano Trump e quello nordcoreano Kim Jong Un si sono incontrati sull'isoletta di Sentosa, classica meta turistica per tutti coloro che decidono di visitare la straordinaria città stato di Singapore. Il vertice sembra essere stato un successo e le 2 parti sono state unanimi nel rimarcarne il carattere storico e di svolta. E' stato firmato anche un documento, i cui contenuti non sono però del tutti chiari, nel quale si dovrebbero gettare le basi per il disarmo nucleare della Corea del Nord e per un Trattato di Pace tra Pyongyang e Seul che ponga anche tecnicamente e legalmente fine alla Guerra di Corea. Al di là delle intese, e di come e se queste verranno implementate, il vertice è storico perchè ha portato assieme attorno allo stesso tavolo 2 storici nemici creando i presupposti per un ulteriore allentamento delle tensioni regionali. Di chi il merito? Sicuramente, le pressioni cinesi su Kim, con il taglio dell'assistenza alimentare ed energetica ai minimi dopo l'ultimo test nucleare, hanno avuto un peso determinante nell'ammorbidire la posizione della leadership del "regno eremita". In altri termini per Pechino si era arrivati ad un punto di rottura e c'era il rischio di un intervento americano nel "guardino di casa”: un rischio inaccettabile per la Cina. Ma nel conto va messo anche il cosiddetto "stile Trump", ovvero quell'approccio che nella negoziazione di un dossier si basa tutto sull’abboccamento bilaterale accompagnato, quando necessario, dalla minaccia dell'uso della forza militare. Siamo sul terreno della diplomazia della violenza, o diplomazia coercitiva se si preferisce, dove la minaccia dell'impiego della forza – resa credibile dalla volontà di usarla e dall'efficacia delle soluzioni eventualmente da intraprendere per darvi corso – si accompagna alla negoziazione ed alla comunicazione con l'avversario al quale viene lasciata la possibilità di scegliere tra scontro, con danni per lui sproporzionati, o accordo, con benefici comunque superiori. Un terreno scivoloso e pericoloso, certo, ma un terreno su cui il Presidente Trump sembra sapersi muovere con sicurezza e la necessaria spregiudicatezza. E una lezione, anche; soprattutto per chi come il nostro Paese deve trattare dossier altrettanto difficili come la Libia (o le piattaforme in Egeo e nel Mediterraneo) negandosi per principio la possibilità di far ricorso anche alle Forze Armate ed alla flessibilità propria della diplomazia della violenza.

anteprima logo RID Libia: nulla di fatto a Parigi

Si è risolta in un sostanziale nulla di fatto, o quasi, la conferenza sulla Libia di Parigi voluta dal Presidente francese Macron nel bel mezzo della grave crisi politico-istituzionale italiana. L'appuntamento, infatti, si è concluso con una dichiarazione, nella quale si chiedono elezioni il 10 dicembre e la riunificazione a Tripoli delle istituzioni libiche, che però non è stata sottoscritta formalmente. Si tratta, dunque, di un impegno vago, così come molto vaghe sono anche le conseguenze minacciate verso chi dovesse ostacolare il processo elettorale. In realtà, la conferenza è stata minata già in apertura dall'aperto boicottaggio sottoscritto da 13 milizie libiche, tra cui quelle molto potenti dei "consigli" di Misurata e Sabratha. Peggio, tra i firmatari del comunicato (dietro il quale non è da escludere la "manina" dell'intelligence italiana...ma trattasi di mera congettura...) di boicottaggio c'era anche il "consiglio" di Zintan, città berbera dell'ovest tradizionalmente alleata di Haftar, ma che negli ultimi mesi si è distanziata dal Generale per riavvicinarsi agli storici nemici di Misurata. Un handicap che ha segnato non poco la conferenza, annacquandone di molto i risultati, e che più di ogni altra cosa ha dimostrato ancora una volta chi è il vero padrone della Libia: la milizia ed il potere locale – a base tribal-criminale – di cui è espressione.

anteprima logo RID La mossa di Macron sulla Libia

Domani si terrà a Parigi una nuova conferenza internazionale sulla Libia fortemente voluta dal Presidente Macron. In molti ritengono la mossa dell'Eliseo come una sorta di scacco matto inferto all'Italia proprio nel bel mezzo di una delle più gravi crisi politico-istituzionali della sua storia. A pensar male si fa peccato...ma ci si azzecca, ed i tempi dell'iniziativa francese sono quanto meno sospetti, alla luce di precedenti che hanno visto Parigi porsi in concorrenza diretta con Roma sui dossier libici. Il Presidente francese ha invitato alla Conferenza praticamente tutti gli attori più importanti dell'arena libica, il Rappresentante Speciale dell'ONU Salamè, ambasciatori di diversi Paesi, ecc. L'obbiettivo è forzare i Libici ad andare alle elezioni entro l'anno, come vorrebbe anche l'ONU, riunificare le istituzioni finanziarie del Paese e favorire il processo di accorpamento delle milizie. Nella Libia di oggi, un libro dei sogni che, però, sembra contenere, come emerso da alcune bozze circolate in questi giorni, un trappolone bello e buono per Roma laddove tra le istituzioni libiche si indica pure l'LNA (Libyan National Army) del Generale Haftar. L'LNA, difatti, non è riconosciuto come tale dall'ONU ed altro non è se non un grande collettore di milizie e potere locali, soprattutto della Cirenaica, ed espressione nè più nè meno degli interessi del Cairo in Libia. Se questo passaggio dovesse essere confermato domani, l’Esercito Nazionale Libico riceverebbe una legittimazione, obbiettivo al quale puntano i Francesi da tempo, che avrebbe significative ripercussioni sul Governo di Accordo Nazionale del Premier riconosciuto Serraj. In pratica, domani si potrebbe suggellare in via definitiva l'alleanza tra Parigi ed il Cairo sulla Libia, in un momento di grande difficoltà per l'Italia, da sempre al fianco di Tripoli e e Serraj e grande sponsor degli Accordi di Skirat del 2015. Non è un caso che negli ultimi giorni nella capitale libica si siano registrate tensioni, voci di golpe e movimenti di milizie sul terreno, con il “patto di sindacato cittadino” dal quale dipende Serraj – formato dalle milizie di Haithem Al Tajouri, Abdul Rauf Kara,  Abdul Ghani Al-Kikli e Hashm Bishr del “mandamento” di Abu Salim – che sembra voler lanciare segnali verso Roma. Segnali ai quali nessuno oggi può rispondere in maniera convincente.

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