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anteprima logo RID La “Nuclear Posture Review” USA

L’ 8 febbraio scorso il Dipartimento della Difesa americano ha rilasciato la “Nuclear Posture Review” (NPR) per definire i nuovi parametri per il ruolo del deterrente nucleare nel quadro della politica di sicurezza nazionale e di difesa degli Stati Uniti. Il documento, che sostituisce una precedente “Review” formulata dall’Amministrazione Obama nel 2010, completa e integra le 2 precedenti espressioni dell’approccio dell’ Amministrazione Trump ai grandi temi della sicurezza nazionale e della difesa, e cioè la National Security Strategy (NSS) e la National Defence Strategy (NDF), di cui ci siamo occupati nel numero di marzo. Prima di passare all’esame del documento, ritengo necessario fare 2 premesse. La prima premessa riguarda la posizione personale di chi scrive. Non sono un Dottor Stranamore redivivo, e non provo alcuna macabra attrazione per il terribile potenziale distruttivo delle armi nucleari. Sono, anzi, sin troppo chiaramente cosciente delle spaventose conseguenze che avrebbe un conflitto nucleare. Ma d’altro canto, sono altrettanto chiaramente cosciente che il più lungo periodo di pace nella storia dell’umanità, di cui abbiamo goduto e stiamo godendo, si deve esclusivamente alla forza del deterrente nucleare, e dell’equilibrio strategico garantito dalla percezione della distruzione reciproca assicurata (ben rappresentata dalla sigla inglese MAD, Mutually Assured Destruction, che, come vocabolo, significa "pazzo"). Sono quindi convinto che, pur se il cavalcare la tigre possa risultare spiacevole e pericoloso, e richieda comunque un’estrema attenzione, i rischi connessi con il voler scendere sono ben peggiori. Tutte le polemiche, le campagne e le prese di posizione per “liberare il mondo dalle armi nucleari”, anche quando sono in buona fede (il che non è sempre il caso), non farebbero altro, se dovessero mai avere successo, che riportare la guerra nel novero delle opzioni disponibili alle grandi potenze per il perseguimento dei loro obiettivi – opzione che sarebbe immediatamente sfruttata, e con tutto il gusto derivante da una lunga astinenza. E’ solo la minaccia della rappresaglia nucleare, e non certo l’ONU o le “marce per la pace”, a costringere le grandi potenze ad esercitare una grande cautela nelle loro mosse, per quanto succulenta possa essere la posta in palio.

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anteprima logo RID L'aggiornamento del parco carri russo

In attesa dell’introduzione del nuovo carro da combattimento T-14 ARMATA (vedi RID 2/2016 pagg. 34-45) l’Esercito Russo è impegnato, ovviamente, nel mantenere nella maggior efficienza possibile il parco mezzi di cui attualmente dispone. Tale attività, oltre alla revisione, comprende da diversi anni anche una serie di aggiornamenti e programmi di modernizzazione, attività che negli ultimi tempi è stata intensificata (forse anche per i ritardi del programma T-14) ed estesa a tutti e 3 i modelli di MBT in servizio o accantonati nei depositi, e cioè il T-72, il T-80 e il T-90 (naturalmente scegliendo gli esemplari nelle migliori condizioni e nelle loro più recenti versioni), al fine di allungarne la vita operativa. L’ultimo grosso contratto relativo a questa attività, che riguarda un consistente numero di T-72 B, T-80 B/U e T-90, è stato firmato nell’agosto del 2017 con il gruppo industriale Uralvagonzavod.

A partire dal 1976 e fino al 1985 l’Unione Sovietica è stata l’unico Paese al mondo ad avere contemporaneamente in produzione e in servizio 3 tipi di carri da combattimento: il T-64 B (sviluppato dal “bureau” di progettazione Morozov/Sholin dello stabilimento Malyshev di Kharkov e destinato ad equipaggiare le forze corazzate di prima schiera), il T-72 (sviluppato dal “bureau”di progettazione Kartsev dello stabilimento Uralvagonzavod di Nizniy-Tagil per dar vita ad un carro meno costoso del T-64 e quindi destinato alle unità di seconda linea e all’esportazione, e con l’obiettivo secondario di realizzare un MBT che fosse facilmente producibile nei Paesi del Patto di Varsavia al fine di sostituire il T-54/55) e il T-80 (sviluppato dal “bureau” Kotin/Popov di Leningrado/San Pietroburgo, caratterizzato da un apparato motore costituito da una turbina a gas e destinato originariamente a prendere il posto del T-64) (1), tutti con equipaggio composto da 3 uomini e tutti dotati dello stesso cannone a caricamento automatico 2A46 (D-81 TM) da 125 mm sviluppato dallo Spetstekhnika Design Bureau di Ekaterinburg (Sverdlovsk) e prodotto dal Motovilikha Artillery Plant di Perm. La standardizzazione si ferma comunque alla sola bocca da fuoco pura e semplice in quanto già il sistema di caricamento automatico, del tipo “a giostrina”, è di 2 tipi diversi.

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anteprima logo RID Le Forze d’Assalto Aereo ucraine

Nell’attuale organizzazione delle FA ucraine (Zbroyni Syly Ukrayiny, ZSU), le Forze d’Assalto Aereo (Desanto-Shturmovi Viyska, DshV) costituiscono una branca separata dalle altre Forze Armate, ovvero dalle Forze terrestri (Sukhoputni Viyska), Forze Navali (Viyskovo-Morski Syly) e Forze Aeree (Povitryani Syly), nonché dalle neo Forze per Operazioni Speciali (Syly Spetsialnikh Operatsy), le quali da poco dispongono di un proprio comando separato (vedi box a pag. 6), posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore Generale delle ZSU, il quale, a sua volta, fa capo al Ministero della Difesa. Sin dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica e del Patto di Varsavia, l’Ucraina disponeva già di una forza aviotrasportata di tutto rispetto, ereditata in gran parte dalle defunte FA sovietiche. In particolare, stiamo parlando della 98ª Divisione Aviotrasportata della Guardia (Gvardeyskoy Vozdushno-Desantnoy Diviziya), di cui Kiev e Mosca recuperarono parte degli elementi organici, i quali permisero successivamente all’Ucraina di costituire nel giugno 1993 la 1ª Divisione Aeromobile (Aeromobi?lna Dyviziya). Quest’ultima si articolava allora sulla 25ª Brigata Aerotrasportata Separata (Okrema Povi?tryano-Desantna Bryhada), sulla 45ª Brigata Aeromobile (Aeromobilna Bryhada), sul 91º Reggimento artiglieria (Artyleriyskyy Polk) e sul 28º Battaglione istruzione (Navchalnyy Batalyon), più alcuni reparti minori di supporto tattico-logistico: l’insieme degli organici era stanziato nell’oblast di Odessa, per lo più a Bolhrad e a Wesyoly Kut. Nel frattempo, in base ad una direttiva dello Stato Maggiore delle FA ucraine del 12 dicembre 1992, era stato attivato il 95º Centro di istruzione ed addestramento delle forze aviotrasportate/aeromobili. Va precisato che il già citato 28º Battaglione era allora integrato in seno al 169º Centro di istruzione di Desna, oblast di ?ernihiv, il quale, posto alle dirette dipendenze del Comando delle Forze Terrestri, era incaricato della formazione del personale assegnato alle truppe corazzate-meccanizzate, aviotrasportate-aeromobili, e all’artiglieria. All’inizio del terzo millennio, dopo essere state progressivamente potenziate nel corso degli anni novanta, le forze aviotrasportate ucraine erano costituite sempre dalla 1ª Divisione Aeromobile, alla quale nel frattempo era stata assegnata la 27ª Brigata Meccanizzata (Mekhanizovana Bryhada), stanziata a Bilhorod-Dnistrovskyï, sempre nell’oblast di Odessa, dalla 95ª Brigata Aeromobile, basata a Žytomyr, oblast omonimo, nata per trasformazione del già citato 95º Centro di Istruzione, dalla 79ª Brigata Aeromobile di stanza a Mykolaïv, oblast omonimo, e dalla 80ª Brigata Aeromobile stanziata a Leopoli/Lviv, oblast omonimo, più dal già citato 28º Battaglione di istruzione. Come vedremo in seguito, solo recentemente le brigate aeromobili sopracitate sono state ribattezzate come “Brigate da Assalto Aereo”.

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anteprima logo RID L'india esce dal PAKFA?

Secondo varie fonti, rappresentanti della Difesa indiana avrebbero ufficialmente annunciato alla Russia il ritiro dal programma Fifth Generation Fighter Aircraft (FGFA), la variante che Nuova Delhi avrebbe dovuto sviluppare assieme al partner russo del caccia di Quinta Generazione PAKFA (Su-57) per le esigenze della propria Aeronautica. Da tempo voci si rincorrevano in tal senso con l'India sempre più insofferente verso i risultati di tale ultra-decennale cooperazione. In particolare, il partner indiano non sarebbe soddisfatto delle prestazioni in termini di bassa osservabilità del Su-57 e dei ritardi nello sviluppo del nuovo motore Izdeliye 30. In realtà, dietro all'eventuale uscita indiana dal programma, che avrebbe importanti ripercussioni sullo stesso Su-57 considerando l'apporto finanziario di Nuova Delhi, vi sarebbero anche le resistenze russe a condividere informazioni e tecnologia e, non ultime, le strutturali difficoltà indiane nel procurement evidenziate da pressoché la totalità dei maggiori programmi di Nuova Delhi.

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anteprima logo RID Consegnata alla MM la FREMM MARTINENGO

Oggi, presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), è stata consegnata alla Marina Militare la fregata multiruolo FEDERICO MARTINENGO, settima di una serie di 10 unità FREMM – Fregate Europee Multi Missione – commissionate a Fincantieri nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l'organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti. Il programma, di cui Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) è prime contractor per l’Italia, prevede la costruzione di 10 unità, ad oggi tutte già ordinate. FEDERICO MARTINENGO è la settima unità FREMM che Fincantieri realizza completa del sistema di combattimento, la terza in configurazione multiruolo dopo la CARLO BERGAMINI e la LUIGI RIZZO, consegnate alla Marina Militare rispettivamente nel 2013 e 2017.

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anteprima logo RID La sfida del KC-390

Il settore dei velivoli da trasporto militare con payload di 20 t è parecchio “affollato”. La concorrenza tra i velivoli militari appartenenti a questa fascia si è intensificata con l’arrivo dell’Embraer KC-390. L’obiettivo del nuovo velivolo (ma anche di tutti gli altri contendenti) è la sostituzione della flotta mondiale di C-130 di 1a generazione, una “torta” che vale circa 700 velivoli, ovviamente senza scordarsi i nuovi clienti (e, magari, "intaccare" pure il dominio del "nuovo" C-130J). I concorrenti diretti sono il citato C-130J, il corrispondente ucraino An-12 e i suoi più recenti sviluppi cinesi Yun 8/9, l’MTA/Il-214 (inizialmente programma congiunto russo-indiano ed ora solo russo), l’Antonov An-178 (leggermente più piccolo, con un carico utile di 18 t). Concorrenti indiretti sono i più grossi Airbus DS A400M e Kawasaki C-2 ed i più piccoli Airbus DS C-295M e Leonardo C-27J. Il C-130, in particolare, è nello stesso tempo il velivolo da sostituire e, nella sua riedizione C-130J, il concorrente più pericoloso. Come recita lo slogan in Lockheed:…"il solo sostituto per un Herc è un altro Herc…". All’epoca della sua apparizione l’HERCULES portò una vera rivoluzione nel settore del trasporto aereo militare grazie soprattutto al sistema propulsivo costituito da turboeliche ed il modello resistette bene alla concorrenza portata avanti da metà anni ‘60 da un interessante prodotto europeo, il bimotore franco-tedesco C-160 TRANSALL che però rispondeva a specifiche notevolmente diverse. Così, il C-130 era concepito per operazioni a lungo raggio (dell’epoca) mentre il TRANSALL era ottimizzato per operazioni a medio raggio IT (Inter-Theatre) a fronte di un conflitto sul continente europeo.

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anteprima logo Marina Italiana La Fregata Espero si unisce all’operazione Sea Guardian

La Fregata Espero è partita da Taranto il 23 aprile e sarà inserita nel gruppo NATO fino a metà maggio

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anteprima logo RID Lunga vita al venerabile B-52

L'USAF ha deciso di allungare ancora la vita dei venerabili bombardieri B-52 STRATOFORTRESS fino (almeno) al 2050. Per conseguire tale obbiettivo sono stati di recente stanziati 3,4 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni che serviranno a coprire sia i costi non ricorrenti che le spese di produzione. In particolare, l'USAF ha deciso di rimotorizzare i velivoli, per rimpiazzare gli attuali Pratt & Whitney TF33 a basso rapporto di diluizione, e di adottare un nuovo radar per sostituire il Northrop Grumman AN/APQ-166  a scansione meccanica. Il B-52H aggiornato affiancherà, pertanto, i futuri B-21 RAIDER, mentre a questo punto i primi bombardieri ad essere ritirati dal servizio dovrebbero essere i B-1B LANCER. Ulteriori approfondimenti su RID 6/18.

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anteprima logo RID CBRNe Summit Europe 2018

Si è tenuto a Roma il CBRNe Summit Europe 2018 sulla protezione da attività Chimica, Biologica, Radiologica e Nucleare organizzato dall’Osservatorio Sicurezza e Difesa CBRNe in collaborazione con lo Stato Maggiore Difesa

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anteprima logo RID Fregate FREMM francesi per la Grecia

Il Ministero della Difesa greco ha confermato il raggiungimento di un accordo con la Francia per l'acquisizione in leasing, per un periodo di 5 anni, di 2 fregate tipo FREMM appartenenti alla Marina Francese. Si tratterebbe, in particolare, della LANGUEDOC e della AQUITAINE. Alla scadenza del leasing, la Marina Greca potrebbe acquisire almeno 2 fregate di taglia intermedia classe BELHARRA, variante per l'export delle francesi FTI, prodotte dai cantieri Naval Group. La Francia conferma così il suo impegno a fianco della Grecia, in un periodo di crescenti tensioni con la Turchia, e la sua politica fortemente anti-Ankara (la Francia, del resto, ha sempre osteggiato l’ingresso della Turchia nell’UE). Resta però il fatto che la Marina Francese si priverà per 5 anni di 2 unità navali di prima linea, una scelta quanto meno questionabile sopratutto se si pensa ad un'evoluzione dello scenario in senso sempre più convenzionale.

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anteprima logo RID Cacciamine ALGHERO si unisce a SNMCMG2

Nave Alghero navigherà fino a Port Mahon con le altre navi della forza NATO, per unirsi ufficialmente al gruppo di contromisure mine il 27 aprile.

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anteprima logo RID Un ibrido tra F-22 ed F-35 per il Giappone

Secondo fonti della Difesa giapponese citate dal quotidiano Asahi, Lockheed Martin vorrebbe sviluppare assieme al Giappone un caccia da combattimento derivato dall'F-22 e dall'F-35 per concorrere a soddisfare il requisito nipponico per la realizzazione di un caccia nazionale, programma F-3, da affiancare all'F-35 Come noto il Giappone ha inviato di recente ad alcune aziende europee, tra cui anche la BAE Systems, oltre che la stessa Lockheed Martin, una richiesta di informazioni per partecipare allo sviluppo - fornendo assistenza, supporto e trasferimento tecnologico - del futuro caccia F-3. Tokyo sembra così incontrare delle difficoltà a portare avanti il progetto secondo quelli che erano gli intendimenti iniziali che prevedevano solo una limitata fornitura di assistenza da parte di un’azienda straniera. Ricordiamo che, proprio per minimizzare i rischi in questo campo, la Difesa giapponese aveva lanciato il programma ATD-X (Advanced Technology Demonstrator), poi X-2 SHINSHIN, il cui dimostratore aveva effettuato il volo inaugurale nell’aprile del 2016 e che di recente dovrebbe aver concluso la sua campagna di test in volo. Evidentemente i risultati di tali test non sembrano essere stati soddisfacenti.

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