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anteprima logo RID Difesa: novità sui tagli

Iniziano a definirsi con maggiore chiarezza i contorni degli annunciati tagli alla Difesa previsti con la Legge di Bilancio 2019. Grazie alle schede e alle note tecniche approntati dagli uffici studi parlamentari, infatti, è stato possibile fare un quadro più preciso che, a meno di revisioni in sede di esame parlamentare, vedrà la Difesa nel suo complesso perdere il prossimo anno 372 milioni di euro: 254 milioni di bilancio ordinario e 118 milioni di bilancio MiSE. In parte saranno tagli veri e propri, in parte frutto della cosiddetta “flessibilità orizzontale” che vedrà spostare agli esercizi successivi al 2019 alcune voci di spesa. Al bilancio ordinario della Difesa verranno tolti 60 milioni più altri 25 milioni dovuti alla riduzione del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale (“fondone”), previsto dalle Legge di Bilancio 2017, mentre 170 milioni sono sono frutto della flessibilità orizzontale e andranno in toto a a colpire gli investimenti in procurement. Per quanto riguarda, invece, il MiSE i 118 milioni di euro in questione sono interamente dovuti alla flessibilità orizzontale: 40 milioni sul programma FREMM, 38 milioni sul programma Eurofighter, ed altri 40 milioni sulla Legge 808 che finanzia la ricerca e sviluppo per l’accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico. Nel complesso verranno ridimensionati, pertanto, sopratutto gli investimenti nell'acquisizione di nuovi armamenti, con gravi ripercussioni sull’industria e sul tessuto occupazionale del Paese, mentre le spese per il personale aumenteranno (a fronte della contrazione degli organici prevista dalla Legge Di Paola) ed altre voci di spesa anacronistiche e improduttive, come l'Ausiliaria, non verranno toccate.

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anteprima logo RID 22 AW169M per la Guardia di Finanza

Leonardo ha stipulato un contratto con la Guardia di Finanza per la consegna di 22 elicotteri bimotore di nuova generazione AW169M

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anteprima logo RID Al via la conferenza sulla Libia

Inizia oggi a Palermo la conferenza sulla Libia, organizzata dall'Italia con il supporto di UNSMIL, la missione ONU di sostengo alla Libia. Al momento non è ancora confermata la presenza alla conferenza del Generale Haftar, l'uomo forte della Cirenaica, ma pare che non ci sia, mentre la Francia dovrebbere essere rappresentata dal Ministro degli Esteri. Per quanto riguarda la Germania non sarà presente la cancelliera Angela Merkel, sebbene fosse stata fortemente attesa; a rappresentare lo Stato tedesco sarà il Sottosegretario agli esteri Niel Annen. Per il resto, i protagonisti della crisi del Paese nordafricana, innescata dalla guerra del 2011 e dalla caduta di Gheddafi, ci sono più o meno tutti, ad eccezione, sembra, di rappresentanti della coalizione democratico-liberale dell'Alleanza delle Forze Nazionali di Mahmoud Jibril che, in un comunicato, hanno manifestato tutto il loro disappunto. L'assenza di Haftar costituisce un elemento di debolezza per la Conferenza, ma finoa d un certo punto, poiché questa è "compensata" dalla presenza del Presidente Al Sissi, che di Haftar è il grande patrono. Inoltre, la decisione di Haftar di non andare a Palermo ne indebolisce ancor di più la legittimità internazionale, visto che la Conferenza ha il "bollino" ufficiale di Americani ed ONU, riducendolo a personaggio locale ed a (piccolo) guardiano di interessi altrui. L'obbiettivo della conferenza è prima di tutto gettare le basi per arrivare in maniera ordinata e accettabile sotto il profilo della sicurezza ad elezioni il prossimo anno – la volontà francese di tenere elezioni a dicembre si è scontrata con la realtà e Parigi ha segnato così una nuova sconfitta sul dossier libico –e favorire un compromesso tra Tripoli e Tobruk per giungere anche ad una nuova costituzione – basata sull'LPA (Libyan Political Agrerement) del 2015 - da approvare con referendum. Un passo importante in questa direzione in realtà c'è in parte già stato con l'accordo degli scorsi giorni tra la Camera dei Rappresentanti di Tobruk e l'Alto Consiglio di Stato di Tripoli per la ristrutturazione del Consiglio Presidenziale che dalla configurazione attuale a 9 membri dovrebbe passare a 3 membri (presidente e 2 vice), più un primo ministro separato. La conferenza di Palermo dovrà tenere conto di quest'ultimo aspetto così come della richiesta dei Libici di ridurre al minimo le interferenze straniere nel Paese. Intanto sul fronte della sicurezza, sembra reggere il cessate il fuco raggiunto a Tripoli dopo gli scontri che avevano funestato la capitale tra fine agosto ed i primi di settembre tra le milizie cittadine che supportano Serraj, da un lato, e la 7ª Brigata dei fratelli Kani e dei Misuratini "rinnegati" di Salah Badi, dall'altro.

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anteprima logo RID Haftar a Palermo

Contrordine: il Generale Haftar ha deciso di prendere parte alla Conferenza di Palermo sulla Libia. La notizia è di pochi minuti fa e sembra confermata. Ignote le cause del ripensamento dell'uomo forte della Cirenaica, ma è probabile che le pressioni internazionali ed il lavoro sotto banco della nostra intelligence, che non ci stancheremo mai di lodare, lo abbiano alla fine convinto. Al di là di questo, con una sua assenza il Generale rischiava, come mettevamo in luce stamani su queste pagine, di vedere offuscate la sua immagine e la sua legittimità a livello internazionale restando nella percezione della comunità internazionale un semplice capo milizia di ex gheddafiani a guardia degli interessi dell'Egitto in Cirenaica. Da qui, forse, il cambio di programma ed il volo verso Palermo.

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anteprima logo RID I primi caccia TF-X con motori GE

I prototipi ed i primi esemplari di preserie del futuro caccia turco TF-X avranno un sistema propulsivo basato su una coppia di motori appartenenti alla famiglia F110 della General Electric, che verranno acquistati come soluzione tampone fin quando il consorzio turco TRMotor non svilupperà un motore indigeno che, verosimilmente, sarà ricavato dal propulsore americano. Gli F110 - probabilmente nelle varianti F110-GE-129 da 29.400 libbre di spinta, già montata sugli F-16 turchi, o nella più potente e recente F110-GE-132 da 32.500 libbre presente sugli F-16 Block 60 emiratini - equipaggeranno il primo prototipo ed un numero imprecisato di velivoli (probabilmente una decina) del lotto iniziale destinato ai test, previsti per il 22/23. Nella gara turca la GE ha battuto la Rolls Royce che, ad inizio anno, sembrava vicinissima alla chiusura di un accordo per lo sviluppo e la co-produzione dei motori destinati al TF-X, con tanto di lettera d’intenti tra il Governo britannico e quello turco per la finalizzazione dell’accordo entro il 31 luglio, accordo che, tuttavia, non è andato a buon fine. Ciò si spiega, probabilmente, con la preferenza data alla GE in quanto già fornitrice dei motori degli F-16 di Ankara.

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anteprima logo RID US Navy: 355 non bastano

L’obbiettivo fissato nel 2017 dall’allora appena eletto Presidente americano Donald Trump per una flotta di 355 navi, comprese 12 super portaerei nucleari, non è abbastanza ambizioso. La doccia fredda sulla solitamente esuberante programmazione di “The Donald” arriva dai super-falchi della Heritage Foundation, un think-tank conservatore molto influente negli ambienti di Washington. Secondo i suoi analisti, alla US Navy non basterebbero nemmeno le 355 navi promesse da Trump, per affrontare con un adeguato margine di sicurezza almeno 2 conflitti simultanei, più eventuali crisi minori e dispiegamenti a rotazione, e fatta la tara a periodi di indisponibilità per manutenzione e upgrade. Lo studio ha pertanto fissato in 400 navi il fabbisogno minimo dell’US Navy da qui al 2039: una forza superiore del 40% a quella attuale di 280 unità, e del 12% rispetto alla nuova programmazione, che entro il 2023 prevede di raggiungere le 326 unità grazie all’accelerazione dei programmi in corso ed all’estensione della vita attiva di unità già in servizio. Per raggiungere questo obbiettivo, lo studio della Heritage Foundation stima una spesa aggiuntiva compresa tra i 4 e i 6 miliardi di dollari in più all’anno, ma con un occhio alle difficoltà di budget e industriali, poiché si parla anche di tipologie di unità (fregate, cacciamine) da tempo non più realizzate dai cantieri americani, o interessate da progetti modulari come le LCS. Nel dettaglio, lo studio punta a includere nella flotta una tredicesima portaerei, 19 ulteriori unità tipo LCS, 12 delle quali configurate per la lotta alle mine, altre 7 unità anfibie, e 22 unità logistiche, mentre viene invece confermato come adeguato il già previsto potenziamento della componente dei sottomarini d’attacco nucleari, portati da 48 a 66. La lancia spezzata a favore di un ulteriore lotto di LCS ovviamente può favorire anche la classe FREEDOM, che viene realizzata da Fincantieri Marinette Marine, in corsa inoltre (e con buone chance di successo) per le 20 fregate antisom del programma FFG(X) con una versione customizzata delle FREMM (e con una versione “saudi” delle stesse LCS).

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anteprima logo RID La nuova missione NATO in Iraq

Il 31 ottobre ha avuto inizio la nuova missione di addestramento della NATO in Iraq (NMI, NATO Mission Iraq).

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anteprima logo RID Pronto il primo AW-159 per le Filippine

Nello stabilimento Leonardo Elicotteri di Yeovil, Regno Unito,  sono iniziati i test in volo del primo elicottero antisom AW-159 per la Marina delle Filippine in vista della consegna prevista tra la fine di quest'anno ed il prossimo. Le Filippine avevano ordinato 2 AW-159 nel 2016 con un contratto, comprensivo di training e supporto, da 100 milioni di euro.

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All'Air China 2018 di Zhuhai sono sono apparsi 2 nuovi UAV, che vanno così ad arricchire il già ricco “campiopnario" cinese nel settore. Il primo è CAI HONG 7, CH-7, della China Academy of Aerospace Aerodynamics (CAAA). Si tratta di un UAV tipo HALE caratterizzato da una configurazione aerodinamica ad ala volante spezzata ed una sezione frontale di fusoliera molto affilata e sottile, a V, diversa da quella, per esempio, del Lockheed Martin RQ-170 SENTINEL di cui riprende in buona misura la formula. La propulsione è a getto e la presa d’aria è dorsale. Il velivolo sembra pensato come piattaforma per la penetrazione degli spazi aerei ostili e la ricognizione d’alta quota e/o l’attacco. Il secondo è il MALE WJ-700 della CASIC (China Aerospace Science and Industry Corporation). In questo caso si tratta di un velivolo da ricognizione armata caratterizzato da una fusoliera molto affilata e slanciata e da un’ala con bordo di fuga a freccia negativa e rastremazione con corda costante. La coda presenta la classica deriva a V e la formula propulsiva è quella a getto con motore montato dorsalmente alla sezione di coda. Su ciascuna semiala sono presenti 2 punti di attacco ed accanto al modello esposto al salone si possono apprezzare missili anti-radiazioni CM-102, missili aria-superficie C-701 ed antinave C-705 KD.

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anteprima logo RID Un nuovo elicottero d’attacco dalla Kamov

La scorsa settimana la Kamov ha diffuso le prime immagini riguardanti una doppia versione (attacco e ricognizione/scorta) del futuro elicottero d’attacco che parteciperà, insieme al progetto della MiL, alla gara SBV per un nuovo elicottero da combattimento ad alta velocità destinato alle Forze Armate russe. 

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Da quanto si apprende dalla bozza definitiva di Legge di Bilancio 2019, le spese militari verranno ridotte di 60 milioni di euro l'anno a partire dal 2019 e di ulteriori 531 milioni di euro nel periodo 2019-2031. In questo caso si tratta degli stanziamenti per la Difesa previsti dal fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (il cosiddetto “fondone”), attivato dalla Legge di Stabilità 2017 (Art. 1 Comma 140). Nel complesso, dunque, si tratta di una riduzione di un centinaio di milioni all'anno. Ricordiamo che per la Difesa il “fondone” - che copre l’arco temporale compreso tra il 2017 ed il 2033 – prevede ad oggi un totale di 9,3 miliardi di euro: 3,5 miliardi a valere sul bilancio del MiSE ed i restanti a valere sul bilancio ordinario della Difesa.  Importante sottolineare pure che il "fondone" già quest'anno aveva consentito l'avvio di alcuni nuovi programmi di acquisizione fondamentali per le Forze Armate come, per esempio, la nuova nave da soccorso sommergibili, il missile antinave-land attack TESEO MK2/E e gli elicotteri ad autonomia estesa per le forze speciali.

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anteprima logo RID Leonardo si rafforza in Cina

Leonardo ha annunciato che il suo distributore elicotteristico cinese Sino-US Intercontinental Helicopter Investment (Sino-US) ha firmato contratti per 15 elicotteri AW139. L’annuncio è stato effettuato in occasione del China International Import Expo di Shanghai alla presenza del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio. Gli elicotteri saranno consegnati tra il 2019 e il 2021 e impiegati da Kingwing General Aviation (Kingwing) per compiti di elisoccorso in Cina. Questi ordini, che rafforzano la collaborazione tra Leonardo e Sino-US nel Paese, si aggiungono ai diversi precedenti contratti, in particolare per eliambulanze, firmati dallo stesso cliente in anni recenti e comprendenti 34 AW119Kx, 24 AW139 e 25 AW109 Trekker. Leonardo e Sino-US hanno inoltre annunciato la firma di un Accordo Quadro per rafforzare ulteriormente la partnership nel lungo periodo. Con tale accordo Sino-US vede confermato il proprio ruolo di distributore esclusivo in Cina per gli elicotteri per impieghi civili e commerciali di Leonardo, con un piano di acquisto e consegna di ulteriori 160 macchine, di vari modelli, nel periodo 2019-2023. L’accordo prevede, inoltre, la realizzazione in Cina di un centro di addestramento autorizzato e la creazione di un centro per la customizzazione e installazione di equipaggiamenti di missione sugli elicotteri di Leonardo consegnati nel Paese.

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