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RID Articoli Mese
anteprima logo RID FREMM MARCEGLIA completa le prove in mare

Il 20 novembre la fregata europea multi missione (FREMM) MARCEGLIA classe BERGAMINI ha completato tutte le prove in mare.

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anteprima logo RID Germania: vicina la scelta per il rimpiazzo dei TORNADO?

La Germania sembrerebbe pronta, entro la fine dell'anno, a prendere una decisione relativa alla sostituzione dei 90 cacciabombardieri TORNADO.

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anteprima logo RID Saab fa volare il secondo GRIPEN E

Saab ha completato con successo il primo volo del secondo velivolo per i test del GRIPEN E

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anteprima logo RID Impostata la prima DOHA per il Qatar

Si è svolta oggi presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia) la cerimonia di impostazione della prima corvettona classe DOHA, commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito del programma di acquisizione navale nazionale. Il taglio della chiglia della nave era avvenuto lo scorso 30 luglio. L'unità verrà consegnata nel 2021 e fa parte di un programma che come noto comprende la fornitura di 4 corvettone, 2 pattugliatori veloci d'assalto ed una LPD con capacità di difesa antiaerea e anti-balistica.

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anteprima logo RID La sopravvivenza degli elicotteri da combattimento

 Gli elicotteri d’attacco, utilizzati per la prima volta dall’Esercito Americano in Vietnam a partire dalla fine del 1967 per compiti di controguerriglia (COIN, COunter INsurgency), hanno avuto successive evoluzioni d’impiego in direzioni diverse.

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anteprima logo RID Il Giappone rafforza la difesa antimissile

La Marina Giapponese prosegue il potenziamento delle capacità anti-missile balistico delle sue unità da difesa aerea tipo AEGIS. Tokyo ha infatti chiesto agli Stati Uniti il via libera (tramite FMS) all’acquisto di un primo lotto di 8 missili STANDARD SM-3 Block-IB, e 13 SM-3 Block IIA, oltre ai canister per moduli di lancio verticale Mk-21 e Mk-29, per un valore complessivo di 561 milioni di dollari. Una richiesta che fa seguito alla precedente, evasa sempre via FMS, per 4 SM-3 Block IIA e altrettanti canister Mk-29, da 133 milioni di dollari, avanzata a gennaio, mentre a settembre erano stati effettuati test di difesa anti-missile con gli SM-3 Block-IB Threat Upgrade (SM-3 Block-IB TU) imbarcati sull’ATAGO. I sistemi sono infatti compatibili con i 4 cacciatorpediniere da 10.000 t. classe KONGO, realizzati tra 1990 e 1998, e aggiornati nel 2007-2010, e i 2 caccia derivati classe ATAGO, in servizio dal 2007-2008, per i quali è già stato avviato un primo upgrade. Nel 2020-2021 entreranno quindi in servizio i 2 ATAGO Improved (27DDG), il cui capoclasse MAYA è stato varato lo scorso 30 luglio. Una volta ottenuto il via libera dal Congresso, il pacchetto verrà realizzato da Raytheon Missile Systems, nel sito di Tucson, per i missili, e da BAE Systems, a Minneapolis, per i canister, e includerà 5 anni di supporto tecnico. Da sottolineare che gli SM-3 Block IIA vengono realizzati assieme all’industria giapponese, con la Mitsubishi Heavy Industries che contribuisce, nell’ambito di un accordo intergovernativo del 2006, allo sviluppo dei motori del secondo e terzo stadio, e di un nuovo cono ultraleggero del missile. Come sottolineato dalla US Defense Security Cooperation Agency (DSCA) nel rapporto destinato al Congresso, questa fornitura “contribuirà alla politica estera e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, migliorando la sicurezza di un alleato chiave” in funzione della stabilità una maggiore capacità di difesa contro i missili balistici. Con un occhio non solo alla Corea del Nord, ma anche alla Cina.

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anteprima logo RID Russia e Ucraina di nuovo ai ferri corti

Nella notte tra il 25 e il 26 novembre, unità navali della Guardia Federale di Frontiera, dipartimento del  Servizio Federale di Sicurezza (FSB) russo, hanno sequestrato 3 navi della Marina Ucraina dopo un repentino scontro a fuoco nelle acque prospicenti lo stretto di Kerch, punto di passaggio tra il Mar Nero e il Mare di Azov.

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 Gli Stati Uniti escono dal Trattato INF: storia, motivazioni e conseguenze

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anteprima logo RID Nuovi F-15 per Israele?

Il governo israeliano sta considerando l'ipotesi d'acquisto dii nuovi cacciabombardieri F-15 prodotti dalla Boeing.

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anteprima logo RID I contractors tornano in Mozambico

Cabo Delgado, provincia settentrionale del Mozambico. Da mesi è teatro di attacchi portati da gruppi armati: colpiti villaggi, posti di polizia, installazioni. Centinaia le vittime in una serie di incursioni devastanti. Gli esperti hanno idee diverse su chi abbia organizzato gli assalti: una parte accuse nuclei di militanti di ispirazione jihadista, altri puntano su bande di criminali, altri ancora ipotizzano legami con gli Shebab somali. Magari c’è un mix di diversi fattori e componenti che tuttavia hanno creato grande allarme. Il governo ha chiesto la solidarietà internazionale per parare la sfida, ma al tempo stesso – secondo fonti citate – ha sondato la possibilità di farsi assistere da compagnie di sicurezza private. Sembra che i rappresentanti di una società statunitense abbiano offerto la loro consulenza in cambio di contratti e petrolio. La “ditta” ha promesso una risposta rapida e risolutiva nel contrasto degli insorti, ma nel potenziale affare si sono inseriti anche concorrenti russi, già presenti in Ucraina, Siria e, di recente, in Centro Africa. Nulla di nuovo sotto il sole del continente dove per decenni hanno agito i soldati di ventura. Dai “terribili” nel conflitto congolese ai veterani coinvolti nei golpe alle Comore. Poi, più di recente, l’intervento al fianco di truppe nigeriane contro i tagliagole di Boko Haram, oppure nella guerra in Sudan. Le difficoltà degli eserciti locali davanti a nemici determinati aprono prospettive “interessanti” che, a volte, si tirano dietro ben altro. L’arrivo dei contractors è una testa di ponte per creare altri affari.

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anteprima logo RID Caccia franco-tedesco: via ai contratti

Grande passo in avanti per il programma relativo al futuro caccia da combattimento franco-tedesco.

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anteprima logo RID PESCO, secondo round

Il 19 novembre il Consiglio Affari Esteri dell’UE ha approvato il secondo pacchetto di progetti di cooperazione militare nel quadro della Permanent Strucruted Cooperation (PESCO), che seguono i 17 già lanciati lo scorso marzo. Anche stavolta si tratta di 17 progetti a geometria variabile, che vanno da cooperazioni puramente bilaterali ad iniziative con ben 10 partecipanti quali lo sviluppo di un Integrated Unmanned Ground System a guida estone. Le capacità militari oggetto dei progetti cooperativi sono distribuite in diversi ambiti. Vi sono infatti 3 progetti ciascuno nei domini terrestre e aereo, nel campo degli enablers e in quello del training e, infine, nella macro area cyber & Intelligence Surveillance Reconnaissance (ISR). Due sono i progetti in ambito spaziale, ed uno nel dominio marittimo. Rispetto alla precedente ondata di progetti PESCO vi sono novità significative. La più evidente è di certo l’inserimento dell’UAV europeo nel pacchetto approvato a Bruxelles. La cooperazione per lo sviluppo di un UAV europeo categoria Medium Altitude Long Endurance (MALE) era iniziata già nel 2015 tra Francia, Germania, Italia e Spagna, con un forte ruolo tedesco. Il cappello PESCO testimonia sia la volontà dei Paesi partecipanti di farne un progetto significativo verso l’Europa della difesa, sia l’approvazione UE per una cooperazione che mira a ridurre la dipendenza operativa, tecnologica e industriale da fornitori non-europei nel campo strategico dei velivoli a pilotaggio remoto. Inoltre, la sua inclusione in ambito PESCO apre in un certo senso la strada ad ulteriori partecipazioni di Paesi UE, che potrebbero seguire i passi della Repubblica Ceca aiutando così l’Eurodrone a raggiungere le economie di scala necessarie per competere con i prodotti statunitensi e israeliani. Se era già impossibile per un singolo Paese UE sviluppare da solo un’alternativa credibile ed in tempi ragionevoli ai droni statunitensi, il sigillo PESCO conferma che l’EUROMALE è l’unico cavallo su cui vale la pena scommettere in questo settore. Altro progetto interessante dal punto di vista capacitivo e tecnologico è il Beyond Line of Sight (BLOS) Land Battlefield Missile System, guidato dalla Francia con la partecipazione di Belgio e Cipro. L’iniziativa mira a sviluppare un nuovo sistema controcarro/multiruolo BLOS, da integrare su diverse piattaforme terrestri ed aeree (in particolare sugli elicotteri TIGER, ma non solo), e l’idea di “users club” inserita nel progetto potrebbe indicare la volontà di un ampliamento del pool di acquirenti del sistema. Novità rilevanti nel campo spaziale con i primi 2 progetti PESCO in questo settore, che vedono un forte tandem italo-francese. Nel caso del EU Radio Navigation Solution l’obiettivo è sviluppare capacità militari di Positioning Navigation and Timing (PNT) sulla base di GALILEO, e non ha caso oltre a Francia (con il ruolo di leader) e Italia sono della partita anche Germania, Spagna e Belgio. Viste le tensioni con la Gran Bretagna su GALILEO in prospettiva post-Brexit, questo progetto in ambito PESCO segnala in un certo senso la volontà dei Paesi UE di riaffermare il ruolo di GALILEO a supporto della cooperazione ed integrazione militare all’interno dell’Unione. L’altro progetto spaziale, a guida italiana e supporto francese, punta a sviluppare una “autonomous, sovereign, EU military Space Situational Awareness capability”, per la protezione degli assetti e servizi spaziali degli stati UE. Anche in questo caso si può intravedere un segnale politico importante di cooperazione tra le principali potenze spaziali dell’Unione, Francia e Italia, per una “autonomia” e “sovranità” declinate a livello europeo piuttosto che nazionale – come è necessario nel settore spaziale ed in molti altri campi in cui nessuno stato membro da solo può reggere il confronto con le potenze mondiali. Altri interessanti iniziative di sviluppo capacitivo riguardano i sistemi di contrasto ai droni (progetto a guida italiana), la modernizzazione degli elicotteri TIGER da parte di Francia, Germania e Spagna TIGER MkIII, e lo sviluppo di una forza joint permanente nel campo della guerra elettronica (cooperazione tra Germania e Repubblica Ceca). Nel complesso, un set di progetti più orientato allo sviluppo o modernizzazione di tecnologie, sistemi e piattaforme, anche per la parte alta dello spettro dei conflitti, rispetto alla prima ondata PESCO dello scorso marzo concentrata maggiormente su duale, medicale, infrastrutture e logistica. Quest’ultimo aspetto vede però un’iniziativa potenzialmente importante nel progetto presentato dalla Francia per un “co-basing”, ovvero una condivisione di basi militari e punti di accesso sia in Europa che oltremare, cui hanno aderito Germania, Spagna, Olanda, Belgio e Repubblica Ceca – tutti Paesi parte anche dell’European Intervention Initiative lanciata da Parigi negli scorsi mesi per favorire la futura creazione di coalizioni ad hoc, a guida francese, per interventi militari all’estero. Proprio la Francia ha giocato la parte del leone in questa seconda ondata di progetti PESCO, guidando o partecipando a 9 iniziative, a fronte ad esempio delle 6 di Italia o Germania. Sul totale dei 34 progetti PESCO lanciati tra marzo e novembre, Parigi è presente in 21, esattamente come Roma, seguite da Madrid (18), Praga (16), Atene (14) e Berlino (13). Il numero di progetti cui un Paese partecipa non è certamente un indicatore determinante dell’impegno militare, industriale ed economico nella PESCO, specie considerando che i progetti variano dall’EUROMALE, con investimenti complessivi per miliardi di euro, alla costituzione di un posto comando congiunto per operazioni speciali da parte di Grecia e Cipro. Tuttavia, pur nell’estrema varietà in termini qualitativi e quantitativi dei progetti approvati, è rilevante, e positivo, che ad un anno dal lancio effettivo della PESCO i principali Paesi UE siano impegnati in numerosi progetti in diversi ambiti, alcuni dei quali robusti e significativi dal punto di vista militare. E che l’Italia sia in testa al gruppo, insieme alla Francia.

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