LEONARDO
RID Articoli Mese
anteprima logo RID Un nuovo MPA da Francia e Germania

Continua a rafforzarsi il rapporto bilaterale in materia di Difesa tra Francia e Germania dopo che la Marina Tedesca ha annunciato il lancio di una nuova iniziativa tra i 2 Paesi, denominata Maritime Airborne Warfare System, per lo sviluppo di un nuovo MPA con il quale rimpiazzare P-3C ORION (nella foto) ed ATLANTIC 2. Un LOI (Letter Of Intent) dovrebbe essere firmata dai 2 Ministri della Difesa Florence Parly e Ursula von der Leyden nel corso del salone ILA, che si svolgerà tra 2 settimane a Berlino. Ricordiamo che pure la NATO ha lanciato lo scorso anno un'iniziativa in questo contesto denominata  “Cooperation on Multinational Maritime Multi Mission Aircraft Capabilities.”

a cura di
anteprima logo RID Siria: preparativi di guerra generale?

Il riacutizzarsi della crisi siriana dopo il presunto attacco con armi chimiche di Douma del 7 aprile, l’attacco israeliano contro la base siriana T4 e le parole del Presidente Trump stanno portando a una nuova mobilitazione militare nell’intera regione.

a cura di
anteprima logo RID FALCO 48: il nuovo UAV di Leonardo

Stanno emergendo i primi dettagli sul nuovo UAV di Leonardo FALCO 48, la cui esistenza è stata svelata per la prima volta in occasione della presentazione del piano industriale dell’azienda avvenuta a fine gennaio. Si tratta di un UAV nella categoria leggera dei MALE (Medium Altitude Long Endurance) con un peso massimo al decollo di 1.250 kg, un’apertura alare di 19 m ed un payload di 200 kg, pensato soprattutto per il mercato dell'export. Il velivolo, prodotto negli stabilimenti di Ronchi dei Legionari, è in grado di svolgere compiti che vanno dalla sorveglianza e la ricognizione, al pattugliamento marittimo, passando per l’anti-pirateria e la protezione dei confini. Il design potrà evolvere pure in una configurazione armata – a seconda delle richieste del cliente – essendo già predisposto per portare i necessari piloni sia sotto le ali che in posizione ventrale al di sotto della fusoliera. Per quanto riguarda gli equipaggiamenti, il sistema di missione è una variante dello SKYISTAR, che Leonardo ha sviluppato pure per il P1HH HAMMERHEAD, mentre il sensore principale è il radar di sorveglianza in banda X GABBIANO T-80 (con capacità SAR, ISAR e GMTI). Il velivolo sta al momento completando l’integrazione in vista dell'avvio della campagna di test in volo con un primo prototipo previsto entro la fine dell’anno.

a cura di
anteprima logo RID Scontro totale in Siria?

Nuova, pericolosa, escalation in Siria. Dopo il presunto attacco chimico di ieri contro la cittadina di Douma alle porte di Damasco – attacco attribuito da ribelli e potenze occidentali ai governativi e che ha provocato la definitiva resa dei ribelli salafiti filo-sauditi di Jaish Al Islam e la loro evacuazione – Israele sembra aver approfittato della situazione creatasi – con l'avvertimento ad Assad da parte di Trump e le voci di una possibile risposta americana – per colpire di nuovo la base T4, nel governatorato di Homs. Secondo il Ministero della Difesa russo, nell'attacco sarebbero stati impiegati 2 cacciabombardieri pesanti F-15I RAAM che avrebbero lanciato 8 missili – probabilmente missili standoff della famiglia POPEYE – di cui 5 sarebbero stati abbattuti dalla contraerea e 3 andati a segno. In particolare, nell'attacco sarebbero morti 15 soldati governativi ed alcuni consiglieri iraniani che usano la base come hub per la pianificazione delle operazioni di assistenza militare all’alleato siriano e l’impiego di velivoli senza pilota. La situazione in Siria diventa, così, incandescente come mai prima con lo spettro di uno scontro di più ampia portata tra le potenze coinvolte. Oggi si riunisce il Consiglio di Sicurezza e gli USA meditano sul tipo di risposta da dare ad Assad. Al momento non ci sono portaerei americane nell'area, ma Washington può sempre contare su sottomarini e cacciatorpediniere/incrociatori per il lancio di missili TOMAHAWK, sulla grande base qatarina di Al Udeid, sede del Comando avanzato della componente aerea del CENTCOM (Central Command), dove sono rischierati bombardieri B-1B LANCER, sulla base emiratina di AL DHAFRA, dove sono di stanza cacciabombardieri F-15E, caccia a bassa rilevabilità radar e IR F-22 RAPTOR e caccia F-16, e sugli F-16 schierati nella base giordana di Muwaffaq Salti. Ad AlDhafra e Muwaffaq Salti sono basati anche MIRAGE 2000D e RAFALE francesi.

a cura di
anteprima logo RID Aeronautica: primo test dell'AGM-88E AARGM

Il 2 aprile un TORNADO ECR dell’AM ha testato per la prima volta un missile anti-radiazioni AGM-88E AARGM (Advanced Anti Radiation Guided Missile). Il test è avvenuto presso la Naval Air Weapons Stations di China Lake ed ai comandi del velivolo c’era un Test Aircrew del Reparto Autonomo di Volo (RAV). Il team italiano ha gestito da terra tutte le fasi relative all’impiego del missile dal Range Control Center di China Lake. Il lancio, primo dei 2 previsti durante l’esercitazione BLAZING SHIELD 2018, ha rappresentato uno degli eventi di maggior importanza nell’ambito della campagna di valutazione operativa - OT&E (Operational Testing & Evaluation) - del binomio AARGM/TORNADO ECR condotta presso i poligoni della base americana. Il missile AGM-88E è frutto di un programma di cooperazione tra l’AM e l’US Navy che vede il coinvolgimento anche di industrie italiane, a cominciare da MBDA Italia. BLAZING SHIELD 2018, oltre all’OT&E AARGM, si pone l’obiettivo di validare le procedure tattico-operative, in ambito autoprotezione, di Eurofighter TYPHOON e C27J SPARTAN. Ad oggi i velivoli del RAV hanno già effettuato più di 200 sortite, totalizzando oltre 600 ore di volo, a testimonianza di un costante sforzo quotidiano che vede impegnato tutto il personale italiano rischierato su China Lake.

a cura di
anteprima logo RID L'Esercito resta a 11 Brigate

Adesso è ufficiale. L'Esercito Italiano ha deciso di mantenere la struttura operativa su 11 brigate di manovra. E' quanto si apprende dalla Relazione sullo stato di avanzamento dei provvedimenti di ristrutturazione delle Forze Armate, presentata al Parlamento a fine gennaio. Il nuovo Modello Operativo Integrato di Riferimento, approvato nel corso del 2017, prevede infatti per l’Esercito "la capacità di disporre di 11 Brigate di manovra, a variante delle 9 previste nel modello precedente". In tale ambito, il "provvedimento di riconfigurazione della Brigata GRANATIERI DI SARDEGNA da Brigata di manovra in Comando per le attività di Forza Armata nell’area della Capitale, come previsto da Allegato 4 al D. Lgs. n. 7 /2014, è stato revocato". La seconda Brigata che avrebbe dovuto essere riconfigurata/smembrata come previsto dal "modello a 9" non era stata ancora decisa dopo che il Presidente della Regione Friuli Debora Serracchiani si era fortemente opposta ad un eventuale provvedimento in tal senso rispetto alla Brigata POZZUOLO DEL FRIULI. Ulteriori approfondimenti su RID 5/2018.

a cura di
anteprima logo RID A caccia di droni con R&S®ARDRONIS

La minaccia dei droni commerciali, o rudimentali, è sempre più sentita. E quanto questa percezione sia fondata lo dimostrano i recenti accadimenti nel teatro oeprativo siriano con gli attacchi condotti da sciami di droni contro la base aerea di Jableh/Latakia.

a cura di
anteprima logo RID Un BARRACUDA per la Corea del Sud?

Da tempo la Corea del Sud ha avviato una spettacolare espansione della propria flotta subacquea, al pari di quanto stanno facendo diverse altre Marine del Sud Est asiatico, Giappone e Australia in testa. Ai 9 CHANG BOGO derivati dai Type-209 negli anni ’90, si sono pertanto aggiunti a partire dal 2007 altrettanti SON WON-IL, questi invece appartenenti al modello 214 con propulsione AIP, la cui consegna sarà completata nel 2020. Nel frattempo, sin dal 2015 è iniziata la costruzione dei nuovi battelli di progettazione nazionale (sebbene derivati dalle classi precedenti) del programma KSS-III, con il primo dei 3 esemplari Batch-I da consegnarsi entro il 2020. Il programma prevede che i 9 battelli previsti, da realizzare in 3 lotti di prestazioni via via implementate, vadano a sostituire i CHANG BOGO entro il 2029. Tuttavia, da tempo, e non solo guardando alla incombente (sebbene negli ultimi mesi diminuita) minaccia nordcoreana, ma anche alle proprie ambizioni di Blue Water Navy, Seul – che sviluppa il proprio Sea Power tenendo d’occhio l’alleato-rivale nipponico – ha preso in considerazione la possibilità di potenziare ulteriormente la componente subacquea, puntando sul nucleare. A fine marzo ha quindi iniziato a circolare il rapporto commissionato a ottobre dalla Marina, mirato ad elaborare uno studio di fattibilità per un sottomarino nucleare da 5.000 t. Il rapporto prende esplicitamente in esame, come punto di riferimento, il BARRACUDA francese, in costruzione per la Marina Francese in 6 esemplari (classe SUFFREN, da 5.300 t), e che ha influenzato anche la versione convenzionale destinata all’Australia coi 12 SHORTFIN BARRACUDA. Una scelta legata anche al tipo di propulsione nucleare adottata dai BARRACUDA, con reattore a basso livello di arricchimento di uranio (il che non violerebbe gli accordi stipulati con gli USA e rivisti nel 2015), nonché alla possibilità di accesso a un progetto maturo. Il programma mantiene comunque un basso profilo, per evitare il ripetersi di quanto accaduto nel 2003, quando la pubblicità data al “Progetto 362”, pure relativo a battelli nucleari, portò alla sua cancellazione, e all’intervento dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Gli studi dell’epoca, che miravano a un sottomarino nazionale con reattore miniaturizzato, saranno comunque usati per “customizzare” il nuovo progetto, eventualmente basato sul BARRACUDA, sebbene non si chiuda la porta ad altre opzioni. Il programma, di cui si è discusso anche durante la visita del Presidente americano Donald Trump lo scorso novembre, potrebbe richiedere sino a 17 anni di tempo e sfociare nella realizzazione di 6/9 battelli destinati a sostituire dopo il 2035 i SON WON-IL. Molto dipenderà tuttavia dalle inclinazioni “pacifiste” dell’attuale amministrazione sudcoreana, e dalle emergenti prospettive di dialogo tra Seul e Pyongyang, che mirano alla denuclearizzazione della Penisola coreana. In tal caso, la quarta generazione di battelli sudcoreani sarà un’evoluzione del programma KSS-III, ulteriormente indigenizzato.

a cura di
anteprima logo RID La Yalta del Medio Oriente?

Oggi va in scena ad Ankara, tra imponenti misure di sicurezza, la riunione tripartita sull’attuazione degli accordi di Astana sulla Siria tra il Presidente turco Erdogan, il Presidente russo Putin e quello iraniano Rohani. In molti hanno già definito questo vertice come la Yalta del Medio Oriente. Probabilmente è un'esagerazione, di sicuro nella capitale turca si incontrano i 3 veri vincitori della guerra civile siriana che puntano, forse, a chiudere, o quanto meno, congelare, il conflitto, consolidando la spartizione della Siria in zone d'influenza, ed a contenere le mire americane nell'est e nel nord-est del Paese. Nei fatti, i 3 Presidenti si incontrano dopo la conquista di Ghouta da parte dei governativi che ha sancito la fine della quarta fase della guerra civile siriana. La prima, è stata quella degli albori e della protesta contro il regime di Assad. La seconda, durata dal 2012 al settembre 2015, è stata quella della "prima internazionalizzazione", con l'ingresso del Free Syrian Army nell'orbita della Fratellanza Musulmana siriana e della prima fase della guerra per procura tra Iran e Arabia Saudita. La terza è stata quella dell'intervento russo, che ha ribaltato le sorti del conflitto, e della conflittualità tra Turchia e Russia. La quarta, è quella iniziata il 9 agosto 2016, con il summit Putin-Erdogan ed il grande compromesso tra Ankara e Mosca, che ha portato nei fatti all'uscita di scena dell'Arabia Saudita, e che è terminata, appunto, con la conquista di Ghouta da parte di Assad. Il vertice di oggi, pertanto, servirà a gettare la besi per una nuova fase della guerra e, come accennato, anche a creare i presupposti per un cessate il fuoco più duraturo e localizzato in parti più ampie del territorio siriano. Il Presidente Putin era tuttavia giunto in Turchia già ieri per discutere della cooperazione bilaterale russo-turca e celebrare l'avvio dei lavori sulla prima centrale nucleare della Turchia, ad Akkuyu, nel sud del Paese, realizzata con l'assistenza dell'Agenzia russa per il nucleare Rosatom. In agenda anche la vendita del sistema superficie-aria S-400 TRIUMF - le cui consegne alla Turchia, come confermato dal Sottosegretario turco per le Industrie della Difesa, Ismail Demir, inizieranno nel luglio 2019 – ed un ulteriore approfondimento dei rapporti politico-militari tra i 2 Paesi.

a cura di
anteprima logo RID Il Kuwait finalizza il SUPER HORNET

Il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato la finalizzazione dell’ordine per la fornitura del caccia multiruolo F/A-18 E/F SUPER HORNET al Kuwait. Nel dettaglio l'ordine comprende la fornitura di 22 esemplari monoposto e 6 biposto, per un valore di 1,17 miliardi di dollari, ed era stato approvato dal Dipartimento di Stato americano nel novembre 2016 (la richiesta prevedeva un massimo di 40 esemplari). Le consegne dovrebbero avvenire tra il 2020 ed il 2022. Ulteriori approfondimenti su RID 5/18.

a cura di
anteprima logo RID Una DARPA francese

In virtù del cambio di governo e dell’aumento delle spese militari francesi, la LPM (Loi de Programmation Militaire) è ricca di novità, piccole e grandi. La riforma della Direction Géneral de l’Armement (DGA) è tra quelle meno vistose ma più significative. La DGA è l’ente francese deputato a ricerca, elaborazione dei requisiti, valutazione e acquisizione dei sistemi d’arma francesi, nonché della loro vendita all’estero. In breve, la DGA è dedicata all’innovazione, sia in termini di vantaggio tecnologico sull’avversario che in termini di competitività per aprire nuovi mercati alle imprese francesi. Al fine di creare la miglior sinergia possibile tra gli attori che sostanziano queste dinamiche, nel 2016 la DGA ha varato l’iniziativa DGA Lab, ovvero un punto di incontro tra civili e militari che coinvolge Forze Armate, esperti provenienti dai 9 centri di ricerca della DGA, università e industria. Con la collaborazione delle aziende di consulenza strategica CEIS e Sopra Steria, la DGA indice delle sessioni periodiche a tema in cui i partecipanti hanno occasione di presentare le nuove tecnologie e/o preconizzarne un futuro impiego militare. In questo modo, la DGA si prefigge di tenere il polso delle tecnologie emergenti che potrebbero interessare le Forze Armate, non solo di quelle che riguardano i programmi in sviluppo. Il Ministro della Difesa Florence Parly, in accordo con il Delegato Generale Joël Barre, ha recentemente presentato alla Commissione Difesa dell’Assemblée Nationale un progetto ancora più ambizioso, ovvero trasformare il DGA Lab in una realtà simile alla DARPA statunitense. Si tratta di un approccio diverso ai temi dell’innovazione tecnologica in ambito Difesa. Al momento, la selezione delle tecnologie di interesse militare avviene con un approccio tendenzialmente “top-down”. Le tecnologie da esplorare vengono individuate a monte, e gli attori ritenuti rilevanti invitati alle sessioni. Il “modello DARPA” funziona diversamente: le tecnologie civili d’avanguardia vengono reputate automaticamente di interesse strategico. Il loro sviluppo consente al paese di alimentare il proprio sistema di innovazione a prescindere dal fatto che tali tecnologie abbiano un immediato contenuto di interesse militare – e gli Stati Uniti ritengono questo processo strategico in sé. Tornando alla Francia, il mutamento è reso necessario dalle dinamiche che muovono l’innovazione tecnologica oggi. Un tempo la ricerca militare era il propulsore dell’innovazione e le tecnologie civili erano spesso uno spin-off di quelle militari. Dunque, il settore Difesa era leader indiscusso dell’innovazione. Se per alcuni settori questa dinamica rimane ancora oggi, per esempio nel settore aerospazio, in molti altri le aziende civili si innovano autonomamente a ritmi frenetici in settori chiave come i teleguidati, l’informatica, gli algoritmi per l’analisi, la simulazione, l’optronica, i nuovi materiali, l’intelligenza artificiale e molti altri. È dunque necessario che le innovazioni con potenziale di crescita siano all’interno degli “schermi radar” della DGA, sia per il ruolo classico di garanzia del vantaggio tecnologico che per l’esigenza, recentemente sentita da molti Paesi europei (e dall’UE stessa), di mappare le tecnologie con potenziale di sviluppo per evitare che queste vengano acquisite, sul libero mercato, da Paesi ostili. Il Ministro Parly ritiene che il modello adottato dalla statunitense DARPA sia quello ideale per avere sempre il polso della situazione nel campo dell’innovazione, anche in quei casi in cui questa non riguarda immediatamente il processo di modernizzazione delle Forze Armate (ma potrebbe averlo in futuro). In virtù di queste considerazioni, il DGA Lab si trasformerà in Innovation Defénse Lab che, al di là dei giochi linguistici, permetterà alla DGA di mappare e valutare le tecnologie civili disponibili in maniera sistemica ed acquisire quelle più interessanti – pur mantenendo in “terreno di coltura” le altre. Sebbene non sia specificato nei materiali oggi disponibili, è probabile che il Ministero della Difesa francese abbia in mente anche un possibile impatto positivo sulla promozione delle aziende francesi all’estero. Da questo punto di vista, la DGA è espressione di un sistema-paese che consente alle aziende francesi del settore di ottenere dall’estero circa un terzo del loro fatturato. Al di là delle ricadute tecnologiche, è lecito supporre che in cambio della propria disponibilità, le aziende civili avrebbero opportunità di vendita sia in Francia che all’estero. Per dare un’idea dell’impatto che una decisione di questo genere può avere sui rapporti tra ciclo di innovazione e Forze Armate, ricordiamo che la DGA è oggi responsabile di circa 80 programmi della Difesa francese, sia in patria che in 20 Paesi esteri (cui si aggiunge una rappresentanza alla NATO e una presso l’UE). Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2016 i suoi 9.700 funzionari hanno gestito 10,8 miliardi di euro di commesse nazionali, 14 miliardi di commesse internazionali e 804 milioni di fondi per la ricerca. Trasformare il DGA Lab in un sistema nazionale di innovazione mette in moto una macchina molto capace al servizio dell’intero Paese. Viste le premesse, l’esperimento andrebbe tenuto d’occhio da vicino da parte italiana, considerando che l’analogo comparto nazionale insiste su alcuni mercati comuni, sia in collaborazione che, a volte, in competizione.

a cura di
anteprima logo RID EW Leonardo per gli AH-64E inglesi

Leonardo ha annunciato di aver ottenuto un contratto dal Ministero della Difesa del Regno Unito per fornire una suite di protezione elettronica per la nuova flotta di elicotteri da combattimento APACHE AH-64E GUARDIAN dell’Esercito. In base agli accordi con il Ministero della Difesa britannico e con Boeing, Leonardo integrerà sensori e contromisure per garantire a questi elicotteri il livello di protezione più elevato al mondo. Tale suite comprende il processore AGP (Aircraft Gateway Processor), l'RWR SG200-D (la una specifica variante della famiglia SEER realizzata dal Leonardo per gli elicotteri britannici) e riutilizzerà alcuni sistemi che sono attualmente a bordo della flotta di APACHE AH Mk1 dell’Esercito come l'LWR S1223, sempre di Leonardo, l'MWS AN/AAR-57 di BAE Systems ed il dispenser di contromisure VICON di Thales.

a cura di