LEONARDO
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anteprima logo RID Una nave appoggio per il Vietnam

Anche la Marina Vietnamita avrà la sua nave ANTEO. Il 24 maggio, infatti, presso i cantieri Damen Song Cam Z189 di Haiphong, si è tenuta la cerimonia per l’impostazione di un’unità appositamente progettata per il supporto e il salvataggio della neonata forza subacquea vietnamita. Nonostante che sin dal 1982 fosse stata attivata nella base di Cam Ranh, con assistenza sovietica, la Flottiglia 182, essa era incentrata solamente su mini-sommergibili tipo YUGO (in una versione realizzata dalla Corea del Nord), radiati entro il 2012. Nel 2009 tuttavia erano stati ordinati a Mosca, con un contratto del valore di 2,1 miliardi di dollari, 6 battelli tipo KILO nella versione 636.1 KMV, senza propulsione AIP, ma decisamente avanzati, e in grado di fornire al 4° Comando Regionale di Cam Ranh la migliore arma di deterrenza contro l’espansionismo cinese nelle aree contese del Mar Cinese Meridionale, dove le flotte vietnamita e di Pechino si sono già scontrate nel 1974 e 1988, e dove la tensione è andata risalendo negli ultimi anni. I 6 sottomarini, classe HANOI, sono stati consegnati tra il 2014 e il 2017, e la Flottiglia 182 è ormai pienamente operativa. Restava da affrontare la necessità di fornire alla più potente e sofisticata componente della Marina Vietnamita un’adeguata unità di supporto logistico. La nave impostata 3 settimane fa è la risposta. Si tratta infatti di un’unità, basata su un progetto Damen e designata come Multipurpose Submarine Search and Rescue Ship (MSSARS 93.16), lunga 93 m, larga 16 m e con un dislocamento di 4.000 t circa. Disporrà di moderne attrezzature di soccorso e salvataggio a favore di sommergibili incidentati, e di una piattaforma elicotteristica prodiera posta in posizione elevata, tanto da poter operare in condizioni di mare e di vento particolarmente avverse, oltre a capacità di supporto logistico e sorveglianza. Il contratto prevede la consegna dell’unità entro 27 mesi dall’impostazione, attorno all’agosto 2020.

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anteprima logo Aeronautica Italiana Connazionale rimpatriato dal Congo con volo umanitario dell'AM
Un uomo di 66 anni residente in Congo è stato rimpatriato nella notte per gravi motivi sanitari ?Nella notte un Falcon 900 del 31° Stormo dell'Aeronautica Militare ha trasportato un uomo di 66 anni, cittadino italiano residente in congo, affetto da una grave patologia dall'aeroporto internazionale di Pointe Noire, in Congo, a quello di Milano Linate. Il volo umanitario è stato richiesto dall'ambasciata italiana in Congo e autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per assicurare al paziente le necessarie cure in una struttura ospedaliera specialistica nel piacentino. La missione è stata coordinata dalla Sala Situazioni di Vertice dell'Aeronautica Militare, che ha disposto il decollo di uno degli equipaggi della Forza Armata che, in varie basi distribuite sul territorio nazionale, sono in prontezza giorno e notte per questo genere di attività a favore dei cittadini italiani. Al momento dell'imbarco presente anche l'ambasciatore italiano in Congo, dott. Andrea Mazzella. Durante il volo l'uomo, imbarcato in barella, è stato assistito da una equipe di medici della Clinique Guenin Pointe Noire dove il paziente era stato ricoverato. Leggi la news completa sul sito dell'Aeronautica Militare
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anteprima logo RID Cameri: in produzione primo F-35 olandese

Si è svolta presso lo stabilimento di Cameri la cerimonia che ha dato il via ufficiale all’assemblaggio del primo F-35 per l’Aeronautica Olandese. 

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anteprima logo RID Tour dell’Armee de l’Air nell’Indo-Pacifico

Durante l’estate la Francia rischiererà un distaccamento di aerei da combattimento nella regione indo-pacifica per partecipare alla grande esercitazione aerea multinazionale PITCH BLACK (140 aerei provenienti da 16 nazioni), che si svolgerà ad agosto in Australia, e per incrementare le interazioni e le attività congiunte con le aviazioni asiatiche, in vista di un aumento della presenza francese nella regione. 

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anteprima logo RID L’Ucraina valuta upgrade dei Su-24

Negli ultimi giorni di maggio, la Difesa ucraina ha reso noto un piano di ammodernamento per la “flotta” di 7 ricognitori Su-24MR FENCER-E ancora operativi. A tal proposito, una delegazione dell’Associazione Attachè militari provenienti da Kiev ha visitato lo stabilimento OAZ (Odeskyy Aviatsiynyy Zavod) di Odessa dove, durante la visita, è stata fornita una breve presentazione sul programma di upgrade dei FENCER-E. Il progetto, in realtà, risale allo scorso agosto, quando il primo Su-24MR venne trasferito ad Odessa dalla base di Bila Tserkva, velivolo oggi trasformato in dimostratore statico per il previsto upgrade (vedi foto). La presentazione, avvenuta lo scorso 25 maggio, rappresenta, tuttavia, la prima conferma ufficiale di un programma di upgrade che è ancora in attesa di essere approvato dall’Aeronautica Ucraina. Nello specifico, l’aggiornamento - i cui dettagli restano classificati - mira ad equipaggiare la flotta di FENCER con sistemi di navigazione e comunicazione di produzione ucraina ICAO e “NATO compatibili” – tra cui trasponder A-511/30, flight data recorder BUR-4, sistema di navigazione combinato VOR/ILS KURS-93M-V e satellitare SN-3307 GPS/GLONASS compatibile - che gli consentano di operare da strutture militari civili e/o basi militari occidentali, nonché di sistemi che possano incrementare sensibilmente le capacità di detezione (nuovo sistema radar laterale SLAR (Side-Looking Airborne Radar) al posto dell’originario SHTYK) e di scambio di dati in tempo reale dei velivoli. Quest’ultima capacità verrà implementata grazie alla presenza di un sistema dedicato – montato su autocarro - per la ricezione ed il trattamento dei dati raccolti dalle apparecchiature di ricognizione presenti a bordo dei Su-24MR che verranno trasferiti al sistema presente sul mezzo ruotato in tempo reale via radio-link. L’integrazione di quest’ultimo a bordo dei FENCER ucraini, in sostituzione delle obsolete apparecchiature di trasmissione di origine sovietica attualmente montate sui velivoli, sarà uno dei principali interventi previsti dall’ammodernamento. Oltre ai 7 Su-24MR FENCER-E, l’Ucraina dispone di 13 cacciabombardieri Su-24M FENCER-D appartenenti, come i ricognitori, alla 7ª Brigata di stanza a Starokostyantyniv.

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anteprima logo RID L’USAF mette a terra i bombardieri B-1B

Dallo scorso 7 giugno l’Air Force Global Strike Command (AFGSC) americano ha ordinato la “messa a terra” dell’intera flotta di bombardieri strategici B-1B LANCER, inclusi i velivoli attualmente impegnati nelle operazioni in Afghanistan e Siria e nell’esercitazione NATO BALTOPS (2 LANCER rischierati a Fairford, nel Regno Unito). Causa del “grounding” un non specificato problema nel sistema di eiezione dei seggiolini dei piloti, rilevato durante un’ispezione straordinaria successiva ad un incidente dello scorso 1° maggio, durante il quale un B-1 del 7° Bomb Wing di Dyess fu costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza all’Aeroporto di Midland, a causa dell’incendio a motore numero 3. Nell’immediata ispezione post-volo, si è chiaramente notata la mancanza del portello di sicurezza presente sopra la posizione di uno dei 2 ufficiali addetti ai sistemi d’arma (foto). Ciò indicherebbe un mancato corretto funzionamento della procedura d’espulsione del seggiolino ACES II e/o della sua propulsione a razzo STAPAC o, comunque, un distacco non voluto del portello nel caso in cui l’equipaggio non abbia avviato la suddetta procedura.

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anteprima logo Aeronautica Italiana La Squadra Aerea si incontra a Trapani

Il 13 e 14 giugno, presso il 37° Stormo di Trapani, si è svolta la seconda riunione dei Comandanti del Comando Squadra Aerea denominata "Facciamo Squadra".

A presiedere l'incontro, il Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, Comandante della Squadra Aerea, affiancato dal Capo di Stato Maggiore del Comando Squadra Aerea (CSA) e dai quattro Comandanti Intermedi (Comando delle Forze da Combattimento, Comando delle Forze di Supporto e Speciali, Comando Operazioni Aeree e 9^ Brigata Aerea Istar-EW).

Dopo il saluto di benvenuto da parte del Col. Salvatore Ferrara, Comandante del 37° Stormo, il Gen. Giancotti ha fatto un punto di situazione sulle prospettive del Piano Squadra 4.0 nonché sulle numerose attività svolte che saranno oggetto, tra l'altro, di un messaggio consuntivo, già inviato ai Comandanti, che sarà inoltrato a tutto il personale del Comando Squadra Aerea.

 

Leggi la notizia completa sul sito dell'Aeronautica Militare

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anteprima logo RID Eurosatory: ecco l’IFV LYNX KF41

Come spesso accade la seconda giornata di salone coincide con il suo vero inizio. L'area della fiera è finalmente apparsa veramente affollata nonostante le forti piogge (che hanno causato allagamenti) e lo sciopero delle ferrovie francesi (che ha provocato problemi anche alla linea RER che collega il centro fieristico con l'Aeroporto Charles de Gaulle e con il centro città). Le novità di martedì 12 giugno sono state molto numerose. Tra le anteprime più significative segnaliamo la presentazione ufficiale del nuovo LYNX KF41 (nella foto) da parte di Rheinmetall, presentazione che conferma ancora una volta il ritorno in auge del cingolo, e numerose nuove iniziative intraprese dall'Esercito Francese. L'Armée de Terre, infatti, non si è limitata al battesimo ufficiale del VBMR Legére SERVAL (foto), ma sta pensando pure ad un nuovo mezzo da ricognizione, denominato VBAE, ad un nuovo veicolo portamortaio (MEPAC) ad un nuovo mezzo del genio (MAC) e all'introduzione di numerosi modelli di UGV. Si tratta di programmi ancora agli albori ma che vengono portati avanti dell'Armée de Terre con notevole risolutezza. L'Esercito vorrebbe infatti completare i requisiti operativi a tempo di record per “iniziare a ragionare” con l'industria quanto prima. D'altronde, escludendo il VBCI, la flotta di veicoli blindati e corazzati ha un'età media molto elevata... Ulteriori approfondimenti su RID 8/2018.

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anteprima logo RID La FOLGORE nella SABER STRIKE

Si è conclusa nei giorni scorsi in Germania, in Lettonia e in Polonia una delle fasi più delicate e articolate dell’esercitazione SABER STRIKE 2018 che ha visto operare le Forze Armate italiane a fianco dei militari alleati di diverse nazioni  con i Paracadutisti della Brigata FOLGORE ed assetti aerei della 46ª Brigata Aerea dell’ Aeronautica Militare. In tale contesto, una “Coalition of the Willings” ha affrontato un nemico “ibrido” in uno scenario improntato al massimo realismo. L’esercitazione ha avuto come scopo quello di consolidare le capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità e nazioni al fine di rafforzare, di integrare l’interoperabilità e di standardizzare l’applicazione delle procedure delle unità che costituiscono l’”Airborne Community” chiamata a rispondere ad una situazione di crisi internazionale. Da un punto di vista operativo, la FOLGORE ha messo in campo una cinquantina di uomini, sotto il diretto comando e controllo tattico della 82ª Divisione e del 173° Infantry Brigade Combat Team (Airborne) dell’US Army. In particolare, in Lettonia, un plotone di Esploratori Paracadutisti del 186° Reggimento Paracadutisti Folgore è stato impiegato nel ruolo di Long Range Surveillance alle dirette dipendenze del Comandante della 82ª Airborne Division statunitense. Un ruolo che nella fattispecie è stato declinato in 2 attività specifiche. La prima, riguardava la ricognizione di AII (Aree Informative d’Interesse) per ricercare attività e presenze nemiche e riportarle eventualmente al comando divisionale, in particolare alla cellula G2 (Intelligence). In pratica, si è trattato di un’attività ISTAR a tutti gli effetti. Il secondo filone, invece, riguardava un tipo di attività esplorante vera e propria per la “target acquisition” delle zone di lancio e la conduzione di pattuglie guida. Queste ultime hanno il compito di effettuare il rilevamento delle aree di lancio valutando condizioni meteo, velocità del vento, presenza di ostacoli e del nemico, comunicandole ai comandi con gli apparati per le trasmissioni radio e satellitari al seguito. L’obbiettivo degli Esploratori era infiltrarsi in maniera preventiva, mediante aviolancio con tecnica di caduta libera, per individuare e verificare la percorribilità dell’impiego di zone lancio e zone d’atterraggio. L’obbiettivo è stato conseguito ed in meno di una giornata gli Esploratori hanno garantito l’immissione di una forza più consistente – composta dai Posti Comando della 82ª Divisione e del 173° IBCT, più 2 battaglioni come pedine di manovra - che ha realizzato una Joint Forcible Entry in ambiente semi-permissivo, ossia un’operazione avioportata a supporto dell’entrata in teatro di successivi scaglioni di forze più pesanti. Come noto, i Paracadutisti Esploratori sono inquadrati con un plotone in tutte le unità della Brigata FOLGORE di livello battaglione e gruppo squadroni e sono specializzati e qualificati per operare in tutti gli ambienti naturali e negli scenari operativi moderni, inclusi quelli asimmetrici. Di pari passo, in coordinamento con la manovra svolta in Lettonia, un ulteriore plotone di fucilieri paracadutisti della 15ª Compagnia “Diavoli Neri”, con una squadra di genieri dell’8° Reggimento genio guastatori FOLGORE, ha operato in Polonia con una compagnia statunitense effettuando più attività tattiche di aviolancio e avioassalto. In quest’ultimo caso, si è trattato di occupare postazioni a terra per il tramite di aviolancio. Durante l’esercitazione, svoltasi dal 5 giugno al 14 giugno, si sono susseguite diverse attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire di equipaggiamenti le truppe dispiegate sul terreno. In queste fasi è intervenuto anche un C-130J dell’AM, velivolo per il trasporto tattico adatto ad atterrare su piste particolarmente corte e  non asfaltate. Oltre a militari italiani, la SABER STRIKE ha visto il coinvolgimento di militari di Portogallo, USA, Spagna, Polonia, Regno Unito e anche di Israele. In particolare quest’ultimo Paese ha messo a disposizione un plotone paracadutisti inserito nel 173° IBCT e che ha partecipato ad un Air Field Seizure dell'aeroporto di Miroslawiec in Polonia.

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anteprima logo RID F-35: Raytheon per il nuovo DAS

Lockheed Martin ha selezionato Raytheon per fornire il DAS (Distributed Aperture System) di nuova generazione per equipaggiare i caccia multiruolo F-35 a partire dal lotto di produzione n.15. Il DAS, che fino al lotto di produzione n.14 continuerà ad essere prodotto da Northrop Grumman, si basa su 6 camere conformali alla superficie del velivolo che garantiscono una situational awareness a 360° e che catturano un’immagine “video sferica” proiettatile in real time direttamente sul display integrato nel casco del pilota. Tutti gli approfondimenti su RID 8/18.

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anteprima logo RID Eurosatory: VBMR-L SERVAL e altre novità

L'edizione 2018 di Eurosatory, iniziata ieri, lunedì 11 giugno, è apparsa finora piuttosto sottotono, ostacolata anche da condizioni meteo uggiose che hanno complicato la dimostrazione terrestre e le attività nell'area esterna, molto ridotta rispetto al passato. L'appuntamento coincide con i 40 anni di GICAT (Groupement des Industries Françaises de Défense et de Sécurité Terrestres et Aéroterrestres), l'associazione che riunisce le industrie della Difesa transalpine che si occupano di sistemi terrestri. Certamente sono numerose le novità, soprattutto sul versante francese: tra queste, oltre a JAGUAR e GRIFFON, segnaliamo che è stato annunciato dal Ministro della Difesa francese Florence Parly il nome assegnato al nuovo veicolo multiruolo blindato leggero (Véhicule Blindé Multi-Role léger, VBMR légere) destinato all'Esercito Francese. Il nuovo veicolo si chiamerà infatti SERVAL (il giaguaro africano). Si tratta di un mezzo blindato 4x4 che sarà realizzato da Nexter e Texelis, nell'ambito di un contratto assegnato alle 2 aziende a febbraio di quest'anno. Sul versante delle tendenze registriamo un ritorno abbastanza generalizzato dei mezzi cingolati: a tale proposito segnaliamo per esempio General Dynamics European Land Systems (GDELS) che propone Un ASCOD IFV equipaggiato con torretta ELBIT UT30 Mk-2 e un ASCOD MMBT dotato di torretta Leonardo HITFACT 120 mm armata di cannone ad anima liscia da 120 mm.

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anteprima logo RID Diplomazia della violenza e stile Trump

Il tanto atteso incontro c'è stato. Stanotte, ore 03:00 italiane, il Presidente americano Trump e quello nordcoreano Kim Jong Un si sono incontrati sull'isoletta di Sentosa, classica meta turistica per tutti coloro che decidono di visitare la straordinaria città stato di Singapore. Il vertice sembra essere stato un successo e le 2 parti sono state unanimi nel rimarcarne il carattere storico e di svolta. E' stato firmato anche un documento, i cui contenuti non sono però del tutti chiari, nel quale si dovrebbero gettare le basi per il disarmo nucleare della Corea del Nord e per un Trattato di Pace tra Pyongyang e Seul che ponga anche tecnicamente e legalmente fine alla Guerra di Corea. Al di là delle intese, e di come e se queste verranno implementate, il vertice è storico perchè ha portato assieme attorno allo stesso tavolo 2 storici nemici creando i presupposti per un ulteriore allentamento delle tensioni regionali. Di chi il merito? Sicuramente, le pressioni cinesi su Kim, con il taglio dell'assistenza alimentare ed energetica ai minimi dopo l'ultimo test nucleare, hanno avuto un peso determinante nell'ammorbidire la posizione della leadership del "regno eremita". In altri termini per Pechino si era arrivati ad un punto di rottura e c'era il rischio di un intervento americano nel "guardino di casa”: un rischio inaccettabile per la Cina. Ma nel conto va messo anche il cosiddetto "stile Trump", ovvero quell'approccio che nella negoziazione di un dossier si basa tutto sull’abboccamento bilaterale accompagnato, quando necessario, dalla minaccia dell'uso della forza militare. Siamo sul terreno della diplomazia della violenza, o diplomazia coercitiva se si preferisce, dove la minaccia dell'impiego della forza – resa credibile dalla volontà di usarla e dall'efficacia delle soluzioni eventualmente da intraprendere per darvi corso – si accompagna alla negoziazione ed alla comunicazione con l'avversario al quale viene lasciata la possibilità di scegliere tra scontro, con danni per lui sproporzionati, o accordo, con benefici comunque superiori. Un terreno scivoloso e pericoloso, certo, ma un terreno su cui il Presidente Trump sembra sapersi muovere con sicurezza e la necessaria spregiudicatezza. E una lezione, anche; soprattutto per chi come il nostro Paese deve trattare dossier altrettanto difficili come la Libia (o le piattaforme in Egeo e nel Mediterraneo) negandosi per principio la possibilità di far ricorso anche alle Forze Armate ed alla flessibilità propria della diplomazia della violenza.

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